Home > Zoom > Controcampo italiano: Made in Italy

Controcampo italiano: Made in Italy

La 66ma Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia inaugura, quest’anno, una nuova sezione: “Controcampo Italiano”. Una rassegna di otto titoli dove si concentrano lungometraggi e documentari: un’operazione che guarda all’Italia, ai suoi attori e a quelle vicende che sono entrate a far parte della storia del cinema mondiale, ma che propone anche opere che penetrano il rapporto film-poesia, morte-bellezza, realismo-levità, illusione-verità.
Con il film Negli occhi si racconta la vicenda umana e professionale di Vittorio Mezzogiorno, del suo amore per la moglie Cecilia e di quello incondizionato per la recitazione.

Così come per l’attore romano, anche il documentario Giuseppe De Santis indaga la passione di un uomo, di un regista per essere precisi, quel De Santis appunto, regista poco prolifico, che ci ha lasciato, però, capolavori assoluti quali Riso Amaro e Caccia tragica. È invece un luogo fisico, quello al centro di un altro documentario Il Piccolo, riferito a quel teatro milanese, dove è nata, ed e passata, gran parte dell’intellighenzia attoriale del nostro paese. Si presenta come un film di ricerca Hollywood sul Tevere, pellicola di montaggio che pesca a piene mani nello sterminato archivio dell’Istituto Luce, che per oltre vent’anni, con i suoi cinegiornali, ha documentato il nostro cinema, le sue storie, i suoi personaggi.

La poesia, al centro del film Poeti, è a sua volta la ricerca personale e universale che due uomini conducono recandosi sulla tomba di Gregory Corso, poeta della Beat Generation. Nel cimitero acattolico di Roma, e poi in giro per la città, parlano di poesia, dei tempi moderni, della nostalgia di vivere in versi.

Un continuo susseguirsi di incontri, scontri, amori e separazioni ci viene proposto in Dieci inverni, dove i due protagonisti si conoscono per la prima volta da studenti universitari a Venezia per ritrovarsi a Mosca dieci anni dopo: un film che insegue la crescita dei due ragazzi, quasi fin al loro ingresso all’età adulta. In Cosmonauta Susanna Nicchiarelli, regista romana emergente, guarda con distacco alle pulsioni e alle illusioni di due fratelli, in cui la parabola della loro adolescenza si mescola con quella storica della Guerra Fredda. La bellezza dei luoghi e la morte dei sogni giovanili sono il punto focale de Il Compleanno: un gruppo di amici si ritrova assieme per trascorrere l’estate negli splendidi scenari del Circeo, ma saranno stravolti da un arrivo che spingerà a rompere l’omertoso stato di grazia della comitiva.

Müller e il suo accorto gruppo di collaboratori sono riusciti ad amalgamare nella sezione un insieme di film che solo apparentemente possono sembrare lontani tra loro, ma che in realtà hanno in comune la necessità della memoria, del racconto, della poesia. In un momento politicamente ed economicamente segnato dall’incertezza, ciò che può dare una forma di stabilità è sicuramente la vicenda pubblica e personale di uomini e donne che hanno dedicato la loro vita all’arte, sia essa cinematografica che letteraria. Il presidente della sezione, Carlo Lizzani, ha supportato fortemente la riproposta di questa selezione perché: “La cinematografia di un paese si giudica (specialmente in certe fasi di crisi o di crescita) da un quadro più globale di quanto possano dare i pochi film che il festival può mostrare”. Alla base di tutto c’è, quindi, l’esigenza forte di aprire il più possibile allo spettatore la conoscenza del passato, che si intreccia ad una contemporaneità che non è figlia del caso, ma che proviene da una storia cinematografia lunghissima; consapevoli che solo conoscendo quello che c’è alle nostre spalle ci può permettere di leggere ciò che avviene nel nostro presente.

Scroll To Top