Home > Senza categoria > Cornette del telefono e bidofoni: Intervista alla Ben Miller Band

Cornette del telefono e bidofoni: Intervista alla Ben Miller Band

Dopo l’uscita dell’album “Any Way, Shape Or Form”, abbiamo incontrato il gruppo americano Ben Miller Band per un’intervista sulla sua musica, su cosa l’abbia spinto all’esordio e sui progetti futuri. Leggete qui cosa ci ha detto Doug Dicharry.

Ciao Doug! Iniziamo con la prima domanda: che cosa ti ha spinto a imbracciare la musica? Che aspettative avevi al riguardo?

Alla fine della quinta elementare ad Aurora (CO), i bambini di quell’anno potevano provare uno strumento musicale per vedere quale avrebbero scelto poi per suonare l’anno successivo nella banda. Il trombone ha scelto me. Ho avuto grandi insegnanti di musica negli anni e questo mi ha mantenuto veramente entusiasta della mia scelta in questo campo.

Quali sono le tue ispirazioni principali?

Solitamente imparo qualcosa di nuovo da chiunque suoni con me. Alcuni tra i miei personaggi preferiti sono Shawn Eckels, Chad Graves, Marcus Chatman, Ryan Fannin, Mike Jilge, Larry Deardorf. Alcune delle band con cui ho amato suonare sono invece The Speakeasy, Hillbenders, Tyrannasaurus Chicken, Freakflag, e la mia cover band, Dug and the Soular Panels

Perché hai scelto proprio questo genere musicale?

Non ho mai deciso di darmi a uno stile specifico di musica. Ho semplicemente messo insieme il groove, e questo è lo stile che suono. Chiunque altro potrebbe inventarsi un nome per tale genere.

Qual è il tuo rapporto con il pubblico e dove ti piace suonare in particolare?

Sono amico della maggior parte dei nostri fan. Mi piace suonare ovunque ci sia energia che ci torna indietro, qualsiasi posto in cui ciò accada è un gran bel luogo in cui esibirci.

Parliamo dell’album “Any Way, Shape Or Form”. Da dove proviene il titolo?

Il titolo si riferisce alla nostra “etica del lavoro”. Possiamo fare musica con qualsiasi cosa ci sia in giro, insomma. Ben ha scritto le basi di tutte le canzoni. Poi le abbiamo suonate di volta in volta, aggiungendo e sottraendo cose, finché non abbiamo ottenuto una canzone. E allora avevamo imparato il pezzo sia al contrario che in avanti.

Quali sono i brani che preferite?

Al momento “Hurry Up And Wait” è il mio assoluto favorito. Si tratta di una combinazione di liriche da cantare tutti insieme con armonie grandiose e un up beat tempo. E così riesco a creare suoni strani con il mio asse da bucato elettrico.

Com’è stato per voi lavorare con ZZ Top (mi riferisco al concerto all’Ippodromo del galoppo di Milano)?

Amiamo stare in giro e lavorare con loro. Sono così forti e dei ragazzi veramente bravi. E la loro crew è di prima qualità. Chi non ama gli ZZ Top?!

Vi è piaciuto stare in Italia, tra l’altro? Tornereste?

Ci siamo divertiti un casino! Non vediamo l’ora di tornarci, ovviamente!

Ottimo. Ora date una valida motivazione a chi non conosce la vostra musica per provare ad ascoltarvi per la prima volta.

Dunque, usiamo cucchiai elettrici, bidofoni e un asse per il bucato elettrico. Ben urla in una cornetta del telefono e dà calci a un vecchio camion merci. E voi potrete ballare! Oh sì, se ballerete!

Grazie per la disponibilità!

 

 

Scroll To Top