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Cosimo Terlizzi, pubblico e privato

Di Cosimo Terlizzi — regista, fotografo e autore di performance — avevamo parlato l’anno scorso in occasione della 47esima Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro che all’autore pugliese aveva dedicato un focus speciale; qualche giorno fa il documentario “_Folder” è stato proiettato al Nuovo Cinema Aquila di Roma, nell’ambito della rassegna “Contest”, e Il Kino ha ospitato una piccola retrospettiva dei lavori precedenti di Terlizzi.

Il titolo di “_Folder” si riferisce alla cartella del computer di Cosimo che per un anno ha raccolto le sue chiacchierate in chat, le foto, i video, le esperienze di viaggio e i ricordi degli amici. E di un’amica in particolare, Fabiana, morta suicida. La vita e la morte di Fabiana, la sua sofferenza e le difficoltà incontrate dopo un’operazione di cambio di sesso sono raccontate senza filtri. Terlizzi vuole tirarne fuori una riflessione completamente sincera sull’identità sessuale, costruita attraverso un percorso interiore e personale che tuttavia non può fare a meno di scontrarsi con la società, con i pregiudizi, talvolta con rifiuti crudeli.

Non si rimane indifferenti di fronte a “_Folder” eppure c’è qualcosa che stona, che respinge, e non perché il dolore della storia raccontata sia così forte da risultare disturbante. Condurre a forza gli spettatori nella propria cartella sa, a tratti, di narcisismo e di supponenza: non tutto risulta interessante in modo naturale solo perché filmato e trasportato su uno schermo, ci sono cose che restano ristrette, troppo gracili per farsi cinema.

Opere come “Murgia“, proiettata anche al Kino, o “Il solstizio di San Giovanni Battista” guardano invece all’esterno, indagano con spirito più leggero e ironico, ma non per questo meno tagliente, le geografie umane e naturali, le tradizioni e le leggende. Il confronto con una memoria collettiva, che appartiene ai luoghi, agli animali e alle piante non meno che agli uomini, può risultare più intimo e coinvolgente dell’insistita messa in scena del proprio io.

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