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Crashdiet: Generation Wild

Eccoci insieme a Eric Young batterista dei Crashdiet, uno dei nomi di punta della florida scena hard rock svedese. Smaccatamente glam e stradaioli, i nostri, nonostante le numerose vicissitudini, tra le quali ricordiamo la dolorosa perdita del carismatico frontman Dave Leppard, non si sono mai dati per vinti riuscendo ad arrivare alla pubblicazione del loro terzo album in studio: “Generation Wild”.

Ciao Eric, il 14 aprile è uscito il vostro nuovo album “Generation Wild”, che si avvale della presenza di un nuovo cantante, Simon Cruz, che ha rimpiazzato il ruolo del vecchio frontman Olliver Twisted. Come mai Olliver ha lasciato la band e dove avete scovato Simon?
Beh, in realtà abbiamo licenziato Olliver. Le cose non giravano per il verso giusto, aveva due band e il tempo a disposizione per i due progetti era sempre troppo poco.
Avevamo messo gli occhi su Simon già quando eravamo alla ricerca di un cantante la prima volta, dopo la morte di Dave Leppard, ma lui aveva un’altra band e voleva concentrare le sue energie solo su un progetto. Poi dopo un po’ ci è arrivata una sua chiamata e ci ha detto “Ragazzi, volete ancora provarmi?”. Naturalmente abbiamo accettato… il resto è storia.

Siete davvero un gruppo tenace, con una gran forza d’animo. Dopo ogni album vi danno per finiti a causa delle vostre defezioni interne (la morte del primo cantante Dave Leppard e l’abbandono del successivo frontman Olliver Twisted), ma come l’araba fenice riuscite sempre a risorgere. Dove la trovate questa forza?
Già, questa forza ce la portiamo dentro fin dai tempi dell’adolescenza, poi la morte di Dave ci ha resi ancora più determinati a suonare e a trasmettere ciò che quel gran uomo voleva realizzare: riportare il fervore degli anni ottanta nel music business.

Il nuovo “Generation Wild” è molto più vicino allo stile del vostro primo album”Rest In Sleaze”, ho notato molte più influenze 80′s (Bon Jovi, Skid Row), è stata una scelta dettata dallo stile vocale di Simon più vicino a quello di Dave, oppure ci sono altri motivi dietro a questa scelta?
Volevamo creare un album che riaccendesse l’originale scintilla dei Crashdiet: i cori potenti, le melodie catchy, etc… Quel tipo di musica che fa dire ai ragazzi “Vaffanculo mamma, voglio fare quello che voglio ed essere come mi pare!” E poi volevamo che questo disco entusiasmasse e coinvolgesse anche i nostri vecchi fan. Abbiamo fatto tutto il possibile e non abbiamo rimpianti.

Ci volete parlare del processo di realizzazione del nuovo album?
È stata dura. Abbiamo scritto circa cinquanta brani, poi abbiamo dovuto sceglierne venti per la pre-produzione e alla fine dieci per il disco. È stato come se un dottore dicesse ad una donna che sta per partorire “Scusi signora ma posso far nascere suo figlio solo con un arto… quale scegliamo?” Abbiamo lavorato davvero intensamente per cercare di realizzare canzoni toste, abbiamo dato spazio alle idee di tutti quanti per riuscire a dare alla luce un grande album. E se devo dire la mia credo proprio che siamo riusciti nell’intento.

Nel vostro precedente disco “The Unattractive Revolution” avevate collaborato con un grande della musica hard rock come Mick Mars dei Motley Crue per la realizzazione di due brani (“Alone”e “I Don’t Care”), in quest’ultimo album non vi siete avvalsi della collaborazione di nessun guest. È stata una scelta voluta o non ne avete avuto occasione?
Abbiamo cercato di concentrarci su noi stessi. Molte volte le persone giudicano troppo spesso il libro dalla sua copertina. È davvero bello avere ospiti nel proprio album, ma qualche volta è necessario rockeggiare per conto proprio.
[PAGEBREAK] A metà aprile il vostro tour ha toccato l’Italia, com’è stata la risposta del nostro paese ai nuovi brani con Simon? Ho letto in un’intervista che amate il nostro paese, è vero o si tratta solamente di “captatio benevolentiae”? Qualche aneddoto curioso da raccontarci avvenuto nelle date italiane?
L’Italia è sempre fantastica, tutti hanno accolto Simon come se fosse il loro personale pizzaiolo!
È successa una cosa abbastanza divertente ad Albiano: mi trovavo fuori dal locale e ammiravo la bellissima vista della valle, c’era un tempo splendido, vicino a me c’erano due ragazzi che bevevano una birra, così li ho salutati, loro mi hanno risposto e mi hanno chiesto se volevo bere anche io, naturalmente ho accettato e uno di loro è entrato in un edificio lì vicino a prendermi una birra. Gli ho chiesto se quello era un suo locale, un pub o qualcosa del genere, è il ragazzo mi ha risposto che quella era la caserma dei pompieri e lui era un pompiere aggiungendo che in quel periodo non c’erano mai incendi…la cosa mi ha molto divertito, poi sono venuti al nostro concerto e ci siamo ubriacati insieme!

La vostra musica con tutti quei richiami al rock anni 80 non può sfuggire allo stereotipo del “Drugs, sex & rock’n’roll”. I vostri backstage sono davvero così scatenati? Nella vostro concerto a Roma (il tour del 2007 a sostegno degli Hardcore Superstar) ho visto molte ragazze che vi facevano il filo…
E anche molti ragazzi (ride)! Non ci possiamo lamentare del nostro pubblico, le donne sono molte… e le ragazze italiane sono davvero affascinanti (ride)!

Il video del vostro nuovo singolo “Generation Wild” è stato censurato da qualche canale televisivo musicale. Come avete reagito a questa decisione, non vi è sembrata una scelta un po’ esagerata?
Sono delle fighette! Solo perché qualcuno viene fatto a pezzi non vuol dire che i ragazzi non possano vederlo! Per quanto mi riguarda c’è troppo poco sangue, piscio e hard rock in televisione oggi.


Siete sicuramente uno dei nomi di punta della scena hard rock svedese, che comprende gruppi molto importanti come Hardcore Superstar, Crazy Lixx e Backyard Babies. Come sono i rapporti tra di voi e soprattutto secondo voi perché questa grande concentrazione di ottime band proprio in Svezia?

Abbiamo un gran rapporto con gli Hardcore Superstar. I Crazy Lixx e I Backyard Babies non li conosciamo di persona ma sono entrambe ottime band e più siamo meglio è, giusto?

Ci volete anticipare qualche vostro progetto per il futuro?
Girare il mondo. Abbiamo ancora delle date in Europa. Sud America e Asia. Vogliamo poi rilasciare qualche altro singolo del nuovo album per promuoverlo in maniera adeguata!

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