Home > Recensioni > Crime & The City Solution: American Twilight

L’alba del crepuscolo

Tutto ci si aspettava, fuorché il ritorno di un gruppo assente dalle scene da ormai più di venti anni.
Nessun passo falso per la band post-punk di Sydney, adesso trapiantata negli Stati Uniti: con “American Twilight” non si vuole celebrare quel che fu a mo’ di risveglio delle mummie, bensì dare vita a un quinto album cupo, tetro, in cui il rock classico tinteggiato di americana cede alle ballate tra un singhiozzo e l’altro.

Il bello di tutto questo è che si percepisce concretamente che Simon Bonney e amici non si sono riuniti a caso o per scopi commerciali; sebbene non si tratti di un disco che tocca la perfezione, i sentimenti e l’umanità di Crime & The City Solution sono tutti lì, da tastare con mano.

Il crepuscolo che dà il titolo all’LP è paradossalmente una rinascita per lo storico gruppo australiano. Man mano che le tracce scorrono si notano i particolari, frutto di un labor limae meticoloso ma mai barocco o con tendenze al virtuosismo più becero.
Fa quasi strano pensare come gente che proviene dall’Oceania sia in grado di interpretare così bene i malesseri degli Stati Uniti, o forse non c’è da meravigliarsi. Perché spesso è proprio l’occhio esterno a vederci meglio dell’autoctono.

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