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  • Criminal Jokers: This Was Supposed To Be The Future

    Criminal Jokers

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Vituperio delle genti 2009: criminali a Pisa

Sarebbe dovuto essere il futuro, ma i Criminal Jokers cominciano con un basso degli Arcade Fire aperto al nuovo punk londinese, continuano con delle gustosissime incursioni nei Violent Femmes, terminano con dei Libertines spettrali e cupi.

E allora cos’è rende “This Was Supposed To Be The Future”, il loro album d’esordio, diverso dagli altri? Citazionismi a parte, è come se i tre pisani raccogliessero in un abbraccio tutte le loro band preferite e le avvicinassero a sé con una freschezza consona alla loro giovane età e un’abilità nel gestire gli equilibri perfetti dei brani non consona alla loro giovane età.

Ottimo lavoro sotto molti punti di vista, quindi, e ci si aspettano grandi cose per quello che si suppone sarà il loro, magari un po’ più personale, futuro. Ma se il disco suggerisce questo, del live ci si immagina già adesso molto di più, con quei brani così trascinanti e un batterista-cantante che suona in piedi quelli che vengono descritti come «tamburi improbabili».

Prodotti da Andrea Appino degli Zen Circus, i Criminal Jokers ereditano l’indole folk e un po’ zingara dei loro concittadini. Ed è forse questo ad aiutarli a non essere un’altra di quelle band del revival punk inglese. Questa, al contrario, è un’altra di quelle recensioni a doppio taglio che tanto vale abbiano scritto soltanto «Promesse! Ora mantenete tutte le promesse!».

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