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Dal Cile con furore

Attivi sulla scena metal da quasi 15 anni, i Criminal propongono con questo “Sicario” un vero e proprio assalto sonoro neo-thrash, dove chitarre graffianti dal gusto a metà tra il thrash e l’HC, tessono riff schiacciasassi sul drumworking di Zac O’Neil (Extreme Noise Terror). Rispetto al precedente “No Gods No Masters” la band ha leggermente semplificato la costruzione delle canzoni, rendendole più “straigth in your face”, più brutali e molto più catchy, anche grazie all’uso di chorus ben ritmati che si imprimono facilmente nella memoria (feel the knife in your hearth, it makes me god, sicario!); gli assoli di Contreras sono un ottimo esempio di come si può far urlare una chitarra senza comunque perdere il senso armonico e sforare nella cacofonia. I Criminal dimostrano con “Sicario” di saper scrivere brani con groove da vendere e che faranno sbattere la testa come forsennati: canzoni come “Shot In The Face” o la title-track sono una vera e propria mazzata sulle gengive anche grazie ai suoni usati, potenti e cristallini allo stesso tempo. Buona l’idea di includere nel disco “Por La Fuerza De La Razon”, cantata nella loro lingua madre (i Criminal sono per 3/4 cileni).
L’unica pecca del disco è forse l’assenza di idee veramente nuove, ma i Criminal sanno suonare tremendamente bene per il genere che propongono: chissà che con “Sicario” non riescano a godere anche qui in Europa del successo che meritano e che in patria hanno (sold-out per tutto il precedente tour di “No Gods No Masters” in Cile).

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