Home > Recensioni > Crimson Peak

Una giovane statunitense indipendente e sognatrice rimane irretita da un nobiluomo inglese in cerca di fondi per il suo progetto imprenditoriale: sullo sfondo una sinistra sorella e un maniero fatiscente e popolato di strane presente, dove persino la neve si tinge di rosso.

Guillermo del Toro si immerge a capofitto nell’epoca vittoriana, saccheggiandone generi, mostri, fascinazioni e temi ricorrenti, confezionando il suo personalissimo penny dreadful. Ad assisterlo tre attori iconici di questo decennio cinematografico: la talentuosissima Jessica Chastain, l’idolo Tom Hiddleston e l’eroina dei period drama Mia Wasikowska: sulla carta un mix da brividi.

Scoccia ammetterlo, ma “Crimson Peak” non è che una pelle d’oca fuggevole e leggera. La forma e i tratti dell’eroina protagonista sono enormemente interessanti, il pastiche vittoriano nelle mani di Guillermo promettentissimo, gli attori strepitosi… Eppure si fatica a credere che sia davvero un film scritto e diretto da uno dei registi di genere più amati al mondo, e non banalmente prodotto.

“Crimson Peak” ha degli ottimi momenti e sicuramente delizierà i cultori vittoriani, si fregia di ottime interpretazioni (anche se per la risibilità della scrittura finisce forse per fare la figura migliore l’innocente Mia Wasikowska) ma non decolla davvero mai oltre il livello del buon film d’intrattenimento.

Da altri saremmo più che soddisfatti così, ma dal creatore di “Il Labirinto del Fauno” ci permettiamo di essere un po’ delusi.

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