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Crisi esistenziale

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L’incontro tra Roger Greenberg e Florence non è dei più consueti. Lui è un musicista fallito con problemi esistenziali, lei, assistente del fratello di lui, è un’aspirante cantante molto più giovane e più fiduciosa. Nel prendersi cura della stessa casa e dello stesso cane, appartenenti al fratello di Roger partito con la famiglia per il Vietnam, impareranno forse a prendersi cura anche di loro stessi.

Più che ridere a volte fa sorridere, più che mostrare la nascita e l’evoluzione di una storia d’amore, narra del percorso formativo che nasce dall’incontro di due persone molto diverse. Una sorta di racconto esistenziale basato sulla complessa personalità del protagonista e sulla difficoltà di chi gli sta intorno di stargli dietro, la stessa difficoltà che lui stesso sente nel rapportarsi al mondo e alle altre persone, che sia una nuova ragazza, la sua ex o l’amico di sempre, incapace di fargli comprendere il proprio disagio di fronte alle sue esternazioni e idiosincrasie.
Nevrosi e paure, stranezze e fissazioni: piuttosto che essere stravagante, così come indica in maniera fuorviante il titolo italiano, Greenberg appare sempre fuori luogo e inadeguato ad accettare i cambiamenti, le evoluzioni, i rifiuti. Interessanti anche le due figure di contorno costituite dalla giovane ragazza che si interessa a lui nonostante il suo essere poco espansivo e a volte anche scontroso, e il migliore amico in crisi con la moglie, ma del tutto deciso a recuperare l’equilibrio tanto affannosamente raggiunto, cosa che destabilizza Greenberg per il fatto di non riuscire negli stessi intenti.

Sicuramente non è l’originalità il piatto forte di questa pellicola che però almeno non indugia in patetismi, stucchevolezze, banalità e smancerie. Non è il suo piatto forte perché il regista si ispira in maniera lapalissiana al grande Woody Allen nei riferimenti all’ebraismo, nell’idiosincrasia nei confronti di Los Angeles e dello stile di vita californiano, nella nascita di un rapporto molto particolare tra un uomo maturo e una ragazza più giovane. Possiamo godere però di una bellissima colonna sonora, di un’ambientazione decisamente adeguata al racconto di questo personaggio fuori luogo, e della presenza di un cast davvero soddisfacente a partire da un Ben Stiller particolarmente ispirato, passando per una deliziosa Greta Gerwig, non tralasciando il perfetto Rhys Ifans.

Noah Baumbach, regista e autore della sceneggiatura, ha affidato la produzione della pellicola alla moglie Jennifer Jason Leigh, presente all’interno del film nel ruolo dell’ex fidanzata del protagonista, e ha deciso di non lasciarsi trascinare dai classici topoi della solita commedia sentimentale, assestandosi piuttosto su uno stile alquanto indie e affidando persino a Mark Duplass, esponente di questo genere cinematografico e in particolare del mumblecore, un piccolo cameo.

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