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Cristiano De Andrè e Mauro Pagani a Villa Ada 2015, Roma, report live e scaletta

La poliedricità strumentale di Cristiano De Andrè e l’estro di Mauro Pagani, si incontrano sul palco di Villa Ada Roma Incontra il Mondo, domenica 26 luglio per omaggiare Fabrizio De Andrè.

Per chi, come la sottoscritta, vede e sente De Andrè che canta De Andrè per la prima volta, non può che rimanere colpito da una somiglianza rara e sicuramente ricca di responsabilità. Non è solo l’aspetto; è qualcosa di etereo che si estende dagli occhi color edera al timbro vocale, dalla padronanza del palcoscenico alla squisita capacità interpretativa. Così mentre sul palco Cristiano omaggia Fabrizio, penso che probabilmente la cosa più bella che quest’ultimo ci ha lasciato è suo figlio.

Uomo dalle spalle larghe e dallo sguardo romantico, Cristiano De Andrè gestisce la sua ponderosa eredità artistica con orgoglio e capacità. E’ un interprete, un musicista, anzi un polistrumentista; passa dalla sua chitarra classica dominata da melodia e ritmica ai tasti bianchi e neri, sbizzarrendosi al bouzouki – che ha imparato a suonare da “Zio”Pagani – e al violino. Le doti musicali del suo DNA vengono incanalate anche nella ricerca della sua propria identità artistica. Così se da un lato le storiche liriche di Fabrizio si fanno spazio sulle labbra del pubblico, timidamente i pezzi di Cristiano si presentato e si intrecciano tra la sua storia e quella del padre, tra il cantautorato degli anni ‘70 e quello contemporaneo.

Il racconto intimo e cittadino della quotidianità ligure sembra avvicinare molto padre e figlio. Anche nei pezzi scritti da Cristiano, la melanconia affascinante delle banchine e delle luci di Genova, sembrano accendere una passione antica.

Tra il repertorio di Cristiano e quello di Fabrizio, ad un certo punto anche il cielo si è infiammato. Come accadrebbe in un film, proprio mentre il giovane De Andrè interpretava “Verranno a Chiederti del Nostro Amore” – canzone che ricorda con gli occhi di un bambino commosso – , una stella cadente (o forse un meteorite) dalla scia rosso fuoco ha distratto e stupito gli spettatori. Per un decimo di secondo sembra essersi soffermata ad ascoltare la musica. L’universo ha un tempismo unico.

La presenza del maestro Mauro Pagani ha reso ancora più carica di emozione la set list proposta da De Andrè.

A 31 anni dall’uscita di Crueza de Ma, l’album “piratato” da David Byrne e considerato dallo stesso tra i migliori 10 degli anni 80, Mauro Pagani e Cristiano De Andrè l’omaggiano quel capolavoro, sul palco di Roma.

In occasione del trentennale del disco è uscita una riedizione dello storico album, nato dall’amicizia tra Mauro e Fabrizio e dall’assetata ricerca di sperimentazione musicale. Per la riedizione il missaggio è stato “rinfrescato e attualizzato” dallo stesso Mauro Pagani.

Dopo la prima ora di live, bouzouki tra le mani, Pagani fa il suo ingresso in scena ripercorrendo tra i brani più rappresentativi, il successo dell’album del ’84.

L’ultima parte del live è lasciata al solo Cristiano che ci saluta questa volta definitivamente con “La Canzone dell’Amore Perduto”.

Durante una chiacchierata post concerto tra autografi e selfie, Cristiano ha detto ai suoi fan che tornerà presto in scena con cose nuove, facendo accenno ad un album, un libro e altre novità.

La scaletta del concerto di Cristiano De Andrè e Mauro Pagani a Villa Ada 2015

Disegni nel Vento

Se ti tagliassero a pezzetti

Nella mia ora di libertà

Verranno a chiederti del nostro amore

Lady Barcollando

Andrea

La cattiva strada

Un giudice

Invisibile

Davvero Davvero

SinànCapudàn Pascià

Crueza de Ma

A dumenega

Il vento soffierà

Ingenuo e Romantico

Notti di Genova

Bocca di Rosa

Zichiriltaggia

La Canzone dell’Amore Perduto

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