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Cristina Donà in “Amore Che Vieni, Amore Che Vai” alla Casa Del Jazz: report live e scaletta

Sabato 23 luglio 2016, la suggestiva cornice della Casa Del Jazz di Roma, ha ospitato “Amore Che Vieni, Amore Che Vai”, un nuovo progetto-omaggio all’indimenticabile Fabrizio De Andrè, da parte di un gruppo di sette musicisti di grande talento e spessore artistico: Cristina Donà (voce), Rita Marcotulli (pianoforte), Enzo Pietropaoli (contrabbasso), Fabrizio Bosso (tromba), Javier Girotto (sax), Saverio Lanza (chitarra elettrica) e Cristiano Calcagnile (batteria e percussioni).

L’animo rock di Cristina Donà si fonde, per la prima volta, col jazz per un risultato sonoro di inevitabile bellezza. Sono tanti i temi che attraversano le storie di Fabrizio De Andrè, ma una particolare attenzione è stata, in questo caso, rivolta alle donne: personaggi simbolici, carichi di significato e forza, di amore e passione quella stessa passione che a volte si fa scenario di storie struggenti che si traducono in cambiamento, un cambiamento che diviene inesorabilmente ‘anelito di libertà’. Scorci di vita, vissuti in quei luoghi del mondo e dell’anima dimenticati o spesso volutamente ignorati  a cui De Andrè ha saputo dar voce.

Cristina Donà irrompe sulla scena accompagnata dal suo ‘ensemble’ di musicisti d’eccezione, accolta dagli applausi di un pubblico in silenziosa ma sentita attesa. Ecco allora che le note di  un classico come “Amore Che Vieni, Amore Che Vai”, danno il via a una serata vissuta all’insegna dell’amore, visto attraverso gli occhi delle donne. Si riaffacciano i ricordi dell’infanzia con la tenera “Ho Visto Nina Volare”, abilmente riarrangiata per poi lasciarsi cullare dai versi dolci ma amari di “Hotel Supramonte”, un capolavoro poetico tradotto in musica. Protagonista della storia successiva è “Marinella”, una donna di origini calabresi che rinnegò la sua vita da operaia per iniziare la carriera di ballerina di fila, vicenda che però ebbe un risvolto tragico e che il giovane Fabrizio De Andrè, all’epoca 13enne, decise anni dopo di omaggiare con una canzone che lo stesso cantautore spiegò come il tentativo di ‘reinventare una vita e addolcire la morte’.

E’ la volta di due brani, appositamente voluti e scelti da Cristina Donà ed estratti dal quarto disco di De Andrè, “La Buona Novella”, un concept album tratto dalla lettura di alcuni vangeli apocrifi, in cui le tradizionali figure bibliche vengono rivestite di una valenza più umana e meno spirituale. In “Ave Maria”, si celebra la maternità inaspettata che diviene omaggio alla donna nel momento del concepimento per poi affrontare il dolore della crocifissione in “Tre Madri”, eseguita in trio da Cristina Donà, Saverio Lanza e Rita Marcotulli. Si va avanti con la versione del brano originariamente inciso dal cantautore francese Georges Brassens dal titolo “Le Passanti”, per poi smorzare i toni con l’irriverente “Bocca Di Rosa” e la “Ballata Dell’Amore Cieco” in cui una divertita Cristina Donà ha provato a stuzzicare l’entusiasmo di un pubblico un pò troppo ‘composto’ nell’intonare un “tralalalala, tralallallero”, motivo ricorrente del brano.

In “Verranno A Chiederti Del Nostro Amore”, troviamo un omaggio alla prima moglie del cantautore Enrica Rignon, un amore tutt’altro che idilliaco in cui viene messa in evidenza la diversità dei due amanti, lui rivoluzionario, lei di stampo più borghese in questo continuo tentativo di cambiarsi a vicenda pur senza riuscirci (“non sono riuscito a cambiarti, non mi hai cambiato sai”).

Ecco allora che Cristina Donà abbandona momentaneamente la scena per lasciare spazio ai suoi colleghi che si destreggiano in una versione interamente strumentale di “Don Raffaè”. Storie ‘ai margini’ sono quelle raccontate in “Franziska” in cui si narrano le difficili vicende di una giovane donna e del suo uomo che si è dato alla macchia e in “Princesa”, storia di una transessuale brasiliana, nata maschio, che abbandona la sua infanzia contadina per seguire il suo desiderio di femminilità trasferendosi in città per farsi operare e diventare finalmente donna.

Giunti quasi alla conclusione, i musicisti abbandonano il palco ma l’attesa è ben presto interrotta dagli applausi di un pubblico che li richiama immediatamente sulla scena per gli ultimi due brani, che chiudono degnamente una scaletta finemente pensata e costruita: “Rimini” e “Girotondo”.

Da menzionare, l’ironia e l’assoluta capacità di Cristina Donà nello stemperare la seriosità che a volte accompagna gli ambienti jazz, con le simpatiche provocazioni rivolte al pubblico e il suo modo ‘genuino’ di interagire con i suoi colleghi musicisti.

 

La scaletta del concerto:

Amore Che Vieni, Amore Che Vai

Ho Visto Nina Volare

Hotel Supramonte

Marinella

Ave Maria

Tre Madri

Le Passanti

Bocca Di Rosa

Ballata Dell’Amore Cieco

Verranno A Chiederti Del…

Don Raffaè

Franziska

Princesa

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Rimini

Girotondo

 

Guarda le foto del concerto

 

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