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Cristina Donà alla Latteria Artigianale Molloy

Venerdì 10 gennaio 2014 alla Latteria Artigianale Molloy è una serata tutta al femminile. Sul bel palco della Latteria si esibiscono tre ottime performer, ognuna caratterizzata da una storia e da una personalità diversa. Il locale è davvero pieno e si respira un’atmosfera entusiasta.

A spezzare il ghiaccio è Martina Ascari in arte La Tarma. Giovane cantautrice bolognese, scoperta da Cristina Donà. Il 14 gennaio esce il suo primo lavoro (AntiTarma), arrangiato da Saverio Lanza e prodotto da Qui Base Luna. Sale sul palco con una pelliccia bianca, un abito nero e una maschera. Accompagnata alla chitarra da Francesco Canavese, che si occupa anche delle basi elettroniche. Una bella voce quella di Martina, in grado di spaziare vocalmente e di sposarsi perfettamente con le basi. Risulta molto brava nell’interpretare le canzoni. Quando la base s’interrompe durante un pezzo, Martina è brava a risolvere l’imbarazzo con una battuta ed a continuare l’interpretazione.

La seconda a salire sul palco è Angela Kinczly, con un bellissimo abito verde. La cantautrice italo-ungherese è reduce dall’uscita del suo terzo lavoro ufficiale “La Visita”, dopo un album, un Ep e partecipazioni con diversi personaggi della scena italiana. Una voce melodiosa e avvolgente. Dopo il primo brano in cui suona da sola, la raggiunge Andrea Pozzoni a darle sostegno alle tastiere e alle basi elettroniche. C’è una buona intensa tra i due e Angela incanta con la dolcezza della sua voce. Chiude la sua performance con il brano “Sabato”.

Dopo una breve attesa, arriva il momento più atteso. La band sale per prima sul palco, camicia nera e cravatta. Imbracciati gli strumenti, appare Cristina Donà. Camicia rossa e gilet nero. Presa la chitarra, parte “Stelle Buone”. Alla fine del brano ha già conquistato tutti. Da qui in poi sarà uno spettacolo continuo, uno scambio di battute e di emozioni tra la Donà e i suoi fans. Quelli che chiama i suoi amici di “Facce di Profilo”, che si sono confrontati per decidere quali canzoni mettere in scaletta. Dopo si susseguono “Un Esercito di Alberi” e “Goccia”.

“Giapponese” è una canzone sui ritmi della vita moderna ed è nata dall’osservazione delle persone che affollavano un centro commerciale. Cristina ha la capacità di riuscire a vedere la stranezza della vita nelle piccole cose, come in questo caso che dice: “Perché lavano le strade, se poi piove?”. “Miracoli” è aperta dal suono del fidato triplice kazoo. Una canzone per tutte le persone normali, che credono nei miracoli. Indica una persona per volta, per far capire che tutti dobbiamo credere nei miracoli. Per il pezzo “Più Forte del Fuoco” chiede la collaborazione del pubblico, per schioccare le dita a tempo. Rimasto solo il suono dello schiocco, Cristina accenna alla sigla della famiglia Adams.
Scorre il concerto tra grandi emozioni, scherzi tra lei e il pubblico. “Settembre”, “Migrazioni”, “Torno a Casa a Piedi”, “Tutti che Sanno Cosa Dire”. Finisce con “Invisibile” la prima parte del concerto. Brani da tutta la discografia, suonati con intensità.
Quando scende dal palco, il pubblico la richiama a gran voce. Risale e ci regala alcuni dei suoi pezzi migliori: “Universo”, “Dove Sei Tu” e “Triathlon” .

Una serata entusiasmante, in cui la Donà dimostra ancora una volta di essere stata e di continuare ad essere una delle interpreti maggiori della musica italiana.

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