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Cristina Donà e Marta Sui Tubi a Villa Ada 2015, Roma, il report live

Villa Ada 2015 si conferma per questa stagione il migliore palco della Capitale e ha accolto mercoledì 22 luglio un concerto inedito e la collaborazione tra la formazione indie rock Marta sui Tubi e il cantautorato maturo e profondo di Cristina Donà.

Prima dei dovuti elogi musicali a due progetti artistici che sembrano mondi lontani eppure così vicini, andrebbe detto senza leggerlo con polemica che, se non esistesse crisi nel mondo musicale, probabilmente tutto ciò non sarebbe mai accaduto.

Forse, solo tre o quattro anni fa, ognuno dei due progetti avrebbe avuto il proprio spazio in cartellone senza doversi arrovellare alla ricerca di qualche logica soluzione che permetta di suonare ancora per un pubblico nuovo, oppure, di dividersi le spese come accade a due squattrinati coinquilini.

E non che in sostanza la collaborazione possa sembrare fuori luogo; anzi, è creativa, elegante, sempre curiosa, ma lascia una sensazione amara: quella che ogni artista, pur di non soccombere, abbia aperto la cassaforte e tirato fuori la mappa del piano B.

Il parterre non era pienissimo. Come sia possibile che ad un costo così irrisorio (10€) non si sia disposti a prendere parte ad un concerto che viaggia musicalmente in un perfetto asse Marsala – Milano e racconta l’evoluzione e l’involuzione del nostro paese, è probabilmente una domanda retorica.

Cristina Donà, cantautrice degli anni d’oro italiani, voce femminile che più si è distinta in quel panorama che amiamo tanto chiamare Indie, oggi con all’attivo 8 album e svariate collaborazioni con i migliori artisti del nostro paese è colei che apre le danze di questo lungo live.

Oltre un’ora sul palco a dominare la scena. Non solo parole, ma storie districate tra note e versi. Racconta e si racconta l’artista originaria di Rho. Colpisce la grazia con la quale svolge il suo compito di “cicerona” tra i brani, ai quali dedica sempre qualche parola di presentazione (guarda la photogallery del concerto di Cristina Donà e Marta Sui tubi).

Il live della Donà ripercorre le storiche melodie della sua carriera e quelle del suo recente lavoro Così vicini (Qui Base Luna/BelieveRecordings, 2014) è prodotto da Saverio Lanza. Racconta al pubblico di una stima professionale (quella per i Marta) che si è trasformata in amicizia e come a voler “giustificare” la condivisione della venue regala La quinta stagione accompagnata dalla seconda strofa in poi dal timbro inconfondibile di Giovanni Gulino. Peccato per quell’accordo “scivolato” che ha distratto dalla tensione emotiva.

Terminato il set con Triathlon e un messaggio di coraggio al pubblico usando come metafora il complicato gioco olimpico, la Donà lascia cavi e palco agli operosi tecnici che in un quarto d’ora approntano aste e tom per l’arrivo dei tre di Marsala.

Senza tante smancerie la formazione a “tre” (Giovanni, Carmelo, Ivan) dei Marta sui Tubi apre il live con Musica e Dei.

Il sound proposto dalla band siciliana è sicuramente uno dei più creativi della scena attuale. Ritmi folk si intrecciano con tessuti musicali molto più rock, energici e adrenalinici. Non mancano ballate pop sincere, mai melense e un sapiente modo di gestire il suono che è tra la ricerca e la fruibilità grazie anche alla batteria di Ivan Paolini e alla chitarra Carmelo Pipitone. Anche qui la scaletta non manca di ripercorre la carriera della band attiva dal 2002.

Peccato che il loro live sia iniziato solo mezz’ora prima della mezzanotte, ma di certo al loro ingresso in scena non sono mancati il calore e la partecipazione del pubblico.

Altro “valore” aggiunto di questo incontro a Villa Ada è stato quello generazionale. Se è vero che la prima artista ha attirato a se fan adulti nati e cresciuti quando i CSI erano primi in classifica, i Marta avvolgono nella loro musica una generazione giovanissima, che ha prodotti commerciali primi in classifica, ma non si lascia abbattere dalla pochezza della proposta musicale mainstream. Questo è confortante, anzi forse questo basta e avanza come merito di questo concerto a due. Non fa dimenticare la crisi e quel velo di tristezza; la trasforma e questo è come dire Rock’n’roll. A conferma di ciò, un estratto del lungo post di ringraziamenti apparso questa mattina sulla bacheca facebook dell’artista milanese.

“…Essere per una sera Cristina sui Tubi è stata un’ esperienza esplosiva…e altamente nutriente. 
GRAZIE! a voi che avete insistito perché ciò accadesse, a un pubblico da pelle d’oca, ai miei meravigliosi musicisti, a Villa Ada Incontra il Mondo, al personale che ci ha accolto e assistito, ai tecnici tutti, ad Antenna Music Factory,a Big Time, e ..grazie a chi lotta ogni giorno per promuovere e diffondere musica di qualità anche a costo di rischiare il posto di lavoro.
E poi…ma sì (considerando l’importanza del processo di conoscenza per i propri nemici e del loro ruolo) grazie anche a chi pensa che.la musica pop in Italia debba avere 1 accordo. massimo 2, un ritmo sempre uguale e possibilmente significati vacui. e contribuisce all’appiattimento barbaro in atto da anni in radio, in tv e negli studi di registrazione…: sappiate che così facendo alimentate il desiderio di biodiversità di quelli come me che nutrono rispetto per questo mestiere e per questo bizzarro paese. Però ricordate anche che fate un grosso danno…a voi, ai vostri figli, all’Italia.”

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