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Crowdfunding musicale

È stato presentato il 23 ottobre ma è online dalle 18:00 del giorno prima, Musicraiser, piattaforma che utilizza la stessa logica degli statunitensi Kickstarter e Indiegogo per finanziare progetti attinenti al mondo musicale, la prima in Italia a rivolgersi un segmento così specifico.

La logica è quella del crowdfunding: un metodo per avere i finanziamenti necessari a realizzare progetti imprenditoriali.

A realizzarla due personaggi che conoscono bene l’universo musicale italiano: Giovanni Gulino dei Marta sui Tubi e Tania Varuni, dj producer e fondatrice dei Secret Concerts.

Il funzionamento è semplice: se ad un artista servono fondi per stampare un cd, come per il mixaggio o la realizzazione di un videoclip, non deve far altro che proporlo a Musicraiser, che ne valuterà il progetto, e una volta approvato metterà a disposizione del richiedente un blog in cui chi vuole avrà modo di contribuire con delle donazioni fatte con carta di credito o Paypal.

L’artista, non appena riceverà l’approvazione, stabilirà il tempo necessario alla raccolta e le ricompense da mettere in palio per i donatori, come un cd autografato, un concerto via skype, o una canzone dedicata a chi ha effettuato la donazione.

Per promuovere l’iniziativa, il proponente ha la possibilità di caricare un video e di replicare, grazie a un widget, la pagina-progetto nei principali social network, come Facebook e Twitter. Più sarà bravo a pubblicizzare se stesso e il suo progetto, quindi, più facilmente riuscirà a raccogliere la somma necessaria.

Per rendere disponibile tutto ciò, Musicraiser tratterà, come commissione e a copertura degli oneri e delle imposte, il 15% della cifra richiesta dal proponente. Nel caso questa non venga raggiunta, i soldi donati verranno restituiti a coloro che li hanno versati e Musicraiser non guagnerà nulla.
Alla piattaforma, per ora disponibile in italiano e in inglese, ma presto anche in spagnolo, tedesco e portoghese, hanno già aderito 35 artisti, tra cui gli Shandon, Lo Stato Sociale, Luca Sapio e, dal 23 novembre, Gianni Maroccolo col suo progetto “VDB23″.

Musicraiser accetta progetti non solo indipendentemente dal genere musicale, ma anche da alcuni locali che vorrebbero una band a suonare ma non ci riescono per il cachet troppo alto.

Il sito oltre ad offrire consulenza agli artisti per quanto riguarda il progetto che vogliono realizzare, si occuperà anche di metterli in contatto con case discografiche, agenzie di booking, uffici stampa, ecc.

Il controllo su come l’artista impiegherà i soldi non sarà effettivo, ma basato sul fatto che, se a chi donasse non arrivassero le ricompense, ne dovrà rispondere lui stesso ai donatori.

Un modo per ribadire che se la discografia è morta, la musica e la voglia di sostenerla non lo è.

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