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Curre curre

Se siete cresciuti adolescenti entro le mura di una città italiana negli anni ’90, non sarete certo rimasti indifferenti al canto di officina 99 e a tutto ciò che i 99 Posse rappresentarono in quegli anni. O almeno vi ricorderete della band e del suo “Curre Curre Guagliò” perché avrete visto “Sud”, il celeberrimo film di Gabriele Salvatores in cui i brani del disco sono colonna sonora.

Contro corrente e controversi, contro tutto e tutti. Portavoce di un movimento e di un epoca, quella buia dei ’90, gli anni del grunge, degli alternativi e degli squatters. E dei 99 Posse.

Nati nel 1991, legati agli Almamegretta e ai Bisca, sono morti ufficialmente nel 2005. Non senza aver tentato la strada del più leggero con l’aiuto di Meg, al secolo Maria Di Donna. È inutile spiegarlo con parole. Resuscitati nel 2009. Tornati negli iPod di tutti nel 2012, con “Cattivi Guaglioni”, di cui vi abbiamo già parlato qui.

Una carriera fatta di luci intense ma brevi e di ombre tenui ma lunghe. Fatta di premi Tenco – due per la precisione, entrambi per la “Miglior Opera in Dialetto”: uno nel 1994 con “Curre Curre Guagliò” e uno nel 2000 con “La Vida Que Vendrà”. Di riconoscimenti, di successo e di applausi. E segnata da denuncie subite – come quella di “istigazione all’uso di stupefacenti ai danni di minorenni” per aver fumato hashish sul palco durante un concerto – e di contraddizioni. Paladini della giustizia sociale, di certo non si può dire che i 99 Posse siano sempre dalla parte del pacifismo. Visto che se vedo un punto nero gli sparo a vista. O vista la bonus-track-video-game-ammazza-sbirro in “Corto Circuito”.

Freddo e caldo, agro e dolce, buono e cattivo. E se anche – come probabile – il raggamuffin italiano rimanesse fermo allo stesso punto dopo l’uscita di “Cattivi Guaglioni” noi non possiamo che continuare a dire, a bassa voce, tra i nostri pensieri: “Ma dai, sono tornati davvero?”. E chiederci cosa sono oggi i 99 Posse. Che continuano a parlare la stessa lingua di undici anni fa. E che continuano a rappresentare un popolo incazzato.

Line up
Luca “O Zulù” Persico: voce.
Marco “Kaya Pezz8″ Messina: campionatore e dub master.
Massimo “JRM” Jovine: basso.
Sacha Ricci: tastiere.


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