Home > Recensioni > Cymbals Eat Guitars: Lensen Alien

Piatti non piatti

Due anni addietro ci avevano spiegato perché esistessero le montagne, oggi si fanno un viaggione mentale pieno di concetti metafisici e sofisticati che uno si chiede “EH?”. Ma almeno se lo chiede per un motivo valido.

Se la filosofia potesse essere musica, sarebbe “Lensen Alien”: all’apparenza così densa di cose concrete da dire, ma sotto sotto tenuta in piedi semplicemente dall’immaginario di persone che credono in ciò che fanno.

Joesph D’Agostino (il frontman) ci crede più di tutti e fa emergere il punto di forza dei cembali, ossia il continuare a ribadire e calcare e poi sfregare e ribadire. Se state pensando al termine “prolissità”, non siete nel torto.
Le chitarrine vi daranno delucidazioni.

Non ce l’abbiamo con la filosofia, anche perché fosse così non avremmo nemmeno dato la minima sufficienza all’album. Al contrario, siamo in pace con noi stessi quando i Cymbals Eat Guitars ci schiaffano le loro schitarrate distorte con l’espressione facciale “Guardate che è fichissimo”.
Fatevi prendere a schiaffi pure voi.

Pro

Contro

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