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  • Cyndi Lauper: Memphis Blues

    Cyndi Lauper

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Tanto fumo e niente arrosto

Cynthia Ann Stephanie Lauper era un nome troppo lungo: una sforbiciata all’anagrafe ed ecco che la ragazzina di Brooklyn è una delle icone pop più famose del ventesimo secolo. Per l’appunto, sottolineiamo pop.
Sì, perché dal dicembre dello scorso anno l’ormai cinquantasettenne americana ha messo la testa apposto e non vuole più divertirsi come nel 1984. È giunto il tempo della riflessione e del lamento, ma mica da due soldi; insieme alla maturità biologica della cantante sono arrivati gli eroi del blues, quali B. B. King, Allen Toussaint e Charlie Musselwhite. La voce, tuttavia, non si sposa affatto con il contesto retrostante di ritmi neri e parole di sofferenza, cosa che invece riesce a fare l’ospite d’eccezione Ann Peebles.

Faceva bene a divertirsi.

La sufficienza è dovuta al fatto che i musicisti che si sono impegnati in questo lavoro, premiato tra l’altro ai NARM (National Association of Recording Merchandisers) Awards nel corrente anno, posseggono ancora le credenziali per mantenere intatta la propria reputazione da semidei. Fosse stata una produzione affidata esclusivamente alla Lauper, si sarebbe assai probabilmente scesi al di sotto del numero che Dante amava sittanto: il tre.

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Contro

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