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Da Solo

Ho scoperto Gianmaria Testa qualche anno fa, grazie ad un amico che mi ha prestato “Extra-Muros”, il suo secondo disco, per me quello forse più bello. Ne sono rimasto conquistato, e scoprire tutti i suoi dischi è diventata una necessità, ed un immenso piacere.

Certo non si è trattato di scoprire una nuova promessa della musica italiana, perché Gianmaria è sulla scena almeno dal 1995, e all’estero è da tempo quasi una celebrità. Basti ricordare l’incredibile serie di collaborazioni illustri che hanno accompagnato la sua carriera: da Paolo Fresu, Enrico Rava e Stefano Bollani, superstar nostrane del jazz, al trombonista Glenn Ferris; da Bill Frisell, leggenda vivente della chitarra jazz, all’eclettico contrabbasista Greg Cohen; per arrivare infine al violoncellista Mario Brunello. Collaborazioni che testimoniano anche come l’etichetta di cantautore vada applicata a Gianmaria con una certa cautela.

E se fino a qualche tempo fa Gianmaria era pressoché sconosciuto in Italia, per fortuna oggi abbiamo la possibilità di vederlo dal vivo nei più prestigiosi teatri, come l’Auditorium Parco della Musica di Roma, e l’Auditorium di Milano.

Gianmaria Testa dal vivo è un artista generoso: a Milano ci ha regalato un concerto molto intenso, in cui ha presentato e riproposto il suo ultimo disco “SOLO – dal vivo”, il suo primo disco dal vivo e significativamente anche il suo primo disco come solista.
Sicuramente il concerto è per Gianmaria un’esperienza molto personale, attraverso cui instaurare un dialogo diretto col suo pubblico: i suoi sono testi impegnati ed esperienze di vita, che dal vivo si fondono in un discorso che ci svela nuovi significati, parole e poesie che stringono un legame di amicizia.

Il disco e il concerto ripropongono alcuni dei suoi pezzi più belli: uno per tutti, una versione davvero emozionante di “Polvere Di Gesso”. Il concerto di Milano ha visto anche la partecipazione del maestro Mario Brunello, che oltre ad “accompagnare” al violoncello alcuni pezzi, ha regalato al pubblico due interpretazioni virtuosistiche del suo repertorio classico.

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