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  • Dad: Monster Philosophy

    Dad

    Data di uscita: 01-12-2008

    Loudvision:
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C’è qualcosa di country in Danimarca

Ai tempi in cui svettavano in classifica gli Skid Row, i Guns n’Roses e gli Aerosmith, c’erano in coda i danesi D.A.D. che, così rinominati dopo aver perso la questione legale con la Disney, si distinguevano dalle succitate band per un retrogusto amarognolo e malinconico, nonché per un sound che ammiccava al punk e, soprattutto, al country rock.

Da allora, i D.A.D. non sono cambiati affatto (men che meno, la caratteristica voce di Jesper Binzere) e, in dieci studio-album, hanno sfruttato tutto ciò che la loro vena creativa è riuscita a sviscerare dalle predette caratteristiche.
Questa ripetitività, che suona più come coerenza, si spinge sino ad oggi intatta, confezionata in un album dal classico D.A.D. sound.

“Monster Philosophy”, infatti, non punta troppo in alto, ma si accontenta di giocare le carte già in possesso del quartetto danese: la sapiente scrittura di brani melodici, ballate solitarie e polverose, una produzione perfetta e qualche spruzzata bluesly su un rock che sa essere ancora attuale. Ma la dote principale dei D.A.D. restano i mezzi tempi, il songwriting lamentoso e nostalgico che, anche laddove spinge l’acceleratore, si macchia comunque di toni foschi.
In questo, non sembrano passati 23 anni da quando Jesper cantava “Sleeping My Day Away” o “Grow Or Pay”.

Ultimo ponte col passato, anche quest’album, come tutti i precedenti, manca di singoli killer, ragion per cui la formazione non è mai riuscita a promuoversi oltre il ruolo di support band.

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