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  • Dagoba: Post Mortem Nihil Est

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Dopo la vita nulla

I Dagoba sono un quartetto marsigliese che, disco dopo disco, è arrivato a proporre una forma di metal estremo a base di focoso groove, riffing inesauribile, distorsioni come se piovesse e qualche reminescenza di elettronica e sperimentale.

L’impiego di ritornelli in clean non deve però spostare l’impressione sul metalcore, non più di poco. La sezione ritmica si rivela acida e brutale ma senza tecnicismi, lo scream di Shawter è sempre dominante, roco e non di rado filtrato. Poco spazio rimane per la musica da sola; la triade “I, Reptile”, “Yes We Die” e “The Great Wonder” dispiega brani immediati e ricchi di soluzioni per assemblare una canzone.

Gli ingredienti sono noti, ma l’arma in più di “Post Mortem Nihil Est” è la notevolissima varietà di strapotenza e melodia con cui la band cosparge le undici tracce dell’album, infondendogli dinamismo e longevità, alleggerendo e appesantendo insieme il sound. Lo strambo inizio di “When Winter…” invita a superare le diffidenze, poi è tutto un terremoto.

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Contro

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