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Dagoth, il pesce-demone

Nome: Dagoth, il Dio dei sogni (olè!). O almeno così viene chiamato in Conan il distruttore, oggetto di questa scheda. Dagoth in realtà pare essere niente meno che il nuovo nome di Dagon, il noto pesce-demone lovecraftiano. La storia di questo puffdaddyano cambio di nome (“lovecraftiano” e “puffdaddyano” nel giro di sei parole, mica male) è una classica cosa complicata da nerd su cui esistono valanghe di documenti letterari e fumettari, per cui vi rimandiamo direttamente alla pagina in cui l’abbiamo scoperta. In quella stessa pagina si scopre che una volta Dagoth aveva una valletta di nome “Blondine” (giuro).

Chi gliel’ha dato:
i suoi, immagino. Erano indecisi tra Pilot Inspektor e Moxie Crimefighter, poi hanno optato per Dagon. E lui, ingrato, alla prima occasione è volato all’anagrafe e ha cambiato due lettere per puro dispetto.

È colpa degli americani?
No, a quell’epoca gli americani non erano ancora stati inventati. Dagoth è una specie di semi-dio cristallizzato nella forma di una statua dalle fattezze umane, per colpa di un’antica maledizione che a me piace pensare sia opera della stessa strega di Biancaneve. Per tornare in vita, nella forma mostruosa che conosciamo, va recuperato il suo corno magico (sento puzza di metafora sessuale) e gli va apposto in fronte quasi come uno strap-on. Tale corno può essere toccato solo dalle mani di una vergine, la quale verrà poi sacrificata a lui – non è chiaro se mangiata, struprata o calpestata senza ritegno. Si definisce vergine qualsiasi ragazza capace di trovare Schwarzenegger attraente. “È scritto nelle tavole di Skelos”.

Altezza: precisamente 2,20m per 240kg. Come lo sappiamo? Gli appassionati leggendo quelle cifre avranno drizzato le antenne: ebbene sì, dentro al costumone di gomma creato dal nostro eroe Carlo Rambaldi, si nascone – non accreditato – nientemeno che André The Giant in persona. Consultare la Gallery per le prove.

Filmografia essenziale: “Conan il distruttore”, dicevamo. Poi c’è anche il “Dagon – La mutazione del male” di Stuart Gordon, ma tutte queste congetture nerdistiche non ci convincono appieno e, per non saper né leggere né scrivere, preferiamo considerarli due mostroni diversi.

Vittime preferite:
le ragazze vergini. Sono sempre andate per la maggiore con le divinità dell’era pre-invenzione degli Stati Uniti d’America. Dopo invece è successo un po’ il contrario, come dimostrano la maggior parte dei film horror in circolazione. Cose che fanno pensare. Poi c’è da dire che nel film lo fanno incazzare subito appena sveglio soffiandogli la vergine dalle manone dopo avergliela fatta annusare, da veri stronzi. E a quel punto Dagoth giustamente si inalbera e comincia a tirare schiaffi all’orba e chi prende prende.

Mossa preferita: beh, un suo cavallo di battaglia è la mitica testata, oppure lanciare l’avversario contro il paletto e poi schiacciarglielo contro con il culone. Ma qui, non essendoci un ring, non ne fa uso. Qui la sua mossa preferita è sbraitare emettendo suoni sconnessi, tirare pizze in faccia con le manone palmate, o calpestare senza rispetto.

Omicidio migliore: quello appunto dove calpesta un povero malcapitato… per il resto c’è più che altro della gran confusione, e il tutto si conclude abbastanza presto.

Come si sconfigge: gli si salta in groppa e oplà! Gli si toglie di nuovo il corno dalla fronte. È un po’ come staccargli le pile. Nel frattempo il suddetto corno però ha messo letteralmente radici, per cui non è facilissimo estrarlo, è piuttosto incagnato. Schwarzy ad esempio prende e tira dritto fortissimo, ma noi ci sentiamo di suggerire che forse è più furbo provare tipo a svitarlo per attorcigliare le radici e incontrare meno resistenza. Se vi capita di provare fateci sapere se vi siete trovati bene con questo metodo.

Ricorda una figa? Sì, ma quella di una vecchia.

Lo compreresti? Io sì. Come statua, all’ingresso fa un figurone che neanche nella villa di Scarface. Come mostro gli darei una seconda possibilità, magari una volta che si è pappato la vergine che gli è stata promessa si dà una calmata e diventa un compagnone… a me sembra il tipo che se lo porti al pub fa serata. Mal che vada si sta attenti, si fa prima una prova in cinque o in sei, se va male gli si svita il corno di nuovo e ci si accontenta della statua.

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