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Dai cazzo!

Buona la prima, esplode la terza. Stiamo parlando delle serie de “I Soliti Idioti”, sketch show in onda su MTV da ormai tre anni che ha ribaltato completamente la sua missione. Se doveva trattarsi di un ritratto dell’Italia, o meglio una sua caricatura, oggi i ruoli si sono scambiati: è gran parte dell’Italia che scimmiotta gli Idioti. Siamo scimmie al quadrato, insomma.

La forte componente musicale che arricchisce la terza serie, oltre alla domanda sempre crescente di materiale, cui MTV non ha potuto che rispondere con una quantità vergognosa di repliche, sono riuscite a portare Biggio e Mandelli sul palco, per un brevissimo tour i cui biglietti sono terminati in pochi giorni.

L’impatto sul pubblico è ancora sottostimato da loro stessi, come sentirete nell’intervista che potrete leggere tra qualche giorno, e le paure per questa nuova dimensione dell’idiozia sono grandi, tanto quanto le aspettative degli spettatori. Queste ultime vengono però pienamente ripagate alla Salumeria della Musica, prima tappa di un tour che mescola musica e gag, ma soprattutto stabilisce finalmente un canale con un pubblico insaziabile.

Dagli (Im)moralisti a Father & Son, il meglio dei tantissimi personaggi viene portato sul palco, con i tormentoni che li contraddistinguono e le canzoni già pregustate sul piccolo schermo, accompagnate dal vivo da chitarra-basso-batteria. Gli astanti anticipano le battute, e i due guasconi li sorprendono scendendo (o lanciandosi) dal palco. Oppure facendo salire ospiti come Nina Zilli.

Il risultato è coinvolgente, seppur non perfetto. Le sbavature sono frequenti, ma spesso certificano la spontaneità dei due, che nei panni di Protti e la Ministra si fanno addirittura trascinare dalle risate per la propria idiozia. I compiti più proibitivi, ossia le trasformazioni da un personaggio all’altro, sono invece portati a termine con una prontezza e uno spirito del sacrificio fuori dal comune, senza alcuna interruzione per lo show, nonostante in pochi secondi e in un clima infernale si debba cambiare registro, interpretazione, vestiti e trucco.

Il pubblico è molto soddisfatto, perché torna a casa con una scorta di chicche in più rispetto al “Dai cazzo!” che era venuto ad ascoltare dal vivo. I Soliti Idioti probabilmente ne escono confusi e felici. Oltre che stravolti dalla fatica.

It’s a long way to the top cantavano gli AC/DC. Per ora siamo sicuri che la strada sia quella giusta.

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