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Dai Nobraino a Dellera auguri indie

Vincitrice nel 2012 del premio Miglior etichetta indipendente assegnato dal MEI, la Martelabel compie 5 anni e la candelina non può che essere spenta con una grande festa di due giorni che vede salire sul palco i gruppi che hanno partecipato alla crescita dell’etichetta indipendente romana.

Come ci spiega Giuseppe “Beppe” Casa, il fondatore della Martelabel: «Siamo riusciti a trovare, a scovare e a promuovere e a far diventare importanti artisti che prima erano sconosciuti,. Quindi stiamo andando bene. È un’etichetta eclettica, non c’è solo musica ma anche teatro letteratura, arti visive. Utilizziamo strategie anche innovative per riuscire a promuoverci, come il marte shop. Poi c’è il Martelive che adesso è diventato biennale, e si terrà dal 15 al 20 ottobre 2013 a Roma con 30 location attive contemporaneamente, insomma quest’anno sarà grandioso».

I primi a salire sul palco sono i Petramante, che, guidati dalla melodiosa voce di Francesca Dragoni, portano sul palco alcune delle canzoni tratte dal loro secondo disco da poco pubblicato, “Ciò Che A Voi Sembra Osceno A Me Pare Cielo”. Se il disco non bastasse vederli dal vivo rende ancor più chiaro la ragione per cui Paolo Benvegnù ha scelto di entrare in studio con questa giovane band.

A seguire arrivano on stage gli Underdog, vincitori del Martelive nel 2007, sono un gruppo che contiene in sé tutta l’ecletticità della Martelabel. Introdotti da un video con Gian Maria Volontè, aprono il concerto con “Niko”, uno dei pezzi del loro ultimo disco “Keep Calm”, per poi salutare il pubblico con il loro ultimo singolo, “Cuore Matto” che, ci racconta Diego Pandiscia: «Abbiamo fatto questo videoclip con Solobuio Visual Factory, una casa di produzione molto brava, è la cover in cui gli Underdog più giocano con la canzone italiana. Io vi consiglio di sentirla perché è bellissima! È surreale, vietata ai minori!»

Come ci racconta sempre Diego Pandiscia, al termine dell’esibizione, questa serata era importante per gli Underdog «Stasera era il battesimo del batterista nuovo. Insomma palco enorme, batterista nuovo tanta gente.. era una tappa fondamentale per noi!». È proprio Diego a raccontarci il loro incontro con la Martelabel:«Noi abbiamo vinto il Martelive nel 2007 e c’era la possibilità di fare un disco come vincitore del contest. E adesso siamo già a due dischi! Noi facciamo musica un po’ psicopatica e il fatto che ci sia un’etichetta che rompe il cazzo per produrre il disco nostro, anche il secondo in realtà, tu pensi “Ok sono abbastanza pazzi da incentivare e promuovere musica che non è negli schemi”. Noi non siamo in uno schema pop o da grande piazza, in realtà siamo abbastanza di nicchia. Martelabel ha anche delle band molto pop, molto famose che riempiono le piazze, e quando vedi che insistono anche con te per fare un disco con loro è una motivazione alta, stiamo parlando di musica e non di guadagno. Noi cantiamo in inglese, tedesco, polacco, non stiamo parlando del gruppo pop che sale sul palco con un “Ciao a tutti quanti”! E loro investono perché c’è questo reciproco rispetto di base per quello che uno fa».

L’unione con la Martelabel continuerà anche col terzo disco degli Underdog, sul quale Diego ci dà qualche anticipazione: «Stiamo facendo il terzo disco, un disco in cui gli Underdog sono coscienti che questo è il loro futuro. Il disco sarà sempre con Martelabel e Altipiani, perché avevamo optato per tre dischi con loro ma poi rimarremo perché alla fine siamo cresciuti insieme. Oltre che per il terzo disco ci stiamo preparando per l’estero, a novembre, un passaggio obbligato per la nostra musica. La differenza coi precedenti è che il terzo disco stiamo iniziando a provarlo ora, tipo ieri, tra un day off e una prova sul palco, ed è la prima volta che facciamo un disco mentre siamo in tour, che per chi è abituato a lavorare in sala studio è molto diverso. D’altronde nel momento in cui cresci è una sfida che devi affrontare: proviamo ad essere in tour e a cacciare idee mentre siamo in tour. Ora siamo in fase creativa e credo che il disco uscirà a febbraio marzo».

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La serata prosegue senza interruzioni con Roberto Dellera, che con la Martelabel ha pubblicato lo scorso autunno il suo esordio da solista, “Colonna Sonora Originale”. Sul suo approdo all’etichetta romana racconta: «Mah non è che a me mi ha chiamato da New York l’RCA offrendomi 200.000 per il disco! Ho avuto delle offerte e alla fine sono finito con la Mrtelabel… Stavo scherzando! Ho scelto un’etichetta che secondo me aveva la visione giusta per quel che volevo fare io e non mi sono sbagliato».

Per l’occasione con lui sul palco c’è Enrico Gabrielli, col quale Dellera, come tutti gli Afterhours, ha un sodalizio di lunga data, come ci spiega lui stesso dopo il concerto e, dopo averlo aspettato un’ora mentre si organizzava “l’afterhour”: «Serata sperimentale per me perché ho suonato con due fratelli e due grandi artisti, Enrico Gabrielli, che è proprio il mio fratellino e Andrea Pesce, il mio fratellone. Molto divertente e impulsiva, come si richiede a questo tipo di serate».

Sinergia che traspare anche sul palco in ogni singola nota che viene suonata e cantata. Molte le canzoni tratte dal disco di esordio di Dellera come solista, “Colonna Sonora Originale”, ma non manca anche un brano degli Afterhours, “Tutti Gli Uomini Del Presidente”, e l’inedita “Break Up Break Down”, che ci fa pensare a un nuovo disco in arrivo: «Voglio realizzare adesso subitissimo un altro disco e spero che Martelabel sia ancora nella direzione in cui voglio andare io, ma penso di si! Non so se il nuovo disco sarà bello, diciamo che sarà abbastanza brutto. Il primo è stato l’album del decennio, il secondo magari no».

Ultimi ad esibirsi i Nobraino in veste di headliner della serata. Appena arrivato sul palco Lorenzo non può fare a meno di notare che la pioggia pomeridiana ha fatto si che ci fossero meno persone di quelle previste, ma questo non dispiace al cantante romagnolo, che si affida al detto pochi ma buoni, perché manca solo quella parte di pubblico che sarebbe stata in fondo a parlottare tutto il tempo.

La performance è molto diversa dai soliti Nobraino e nonostante il pubblico si lanci ripetutamente in coretti che invitano Lorenzo a scendere dal palco, come li ha abituati, Kruger che dopo nel backstage ci spiega: «Facciamo molte date. Ci sono date in cui mi diverto più a cantare che a fare il patacca così come quando faccio il patacca è perché mi diverte farlo. Cerco tassativamente di non auto-imitarmi. Stasera più che altro ho cantato, te dirai “Beh sei un cantante è normale che canti” ma alle volte son talmente preso dalla parte fisica del concerto che canto in maniera più distratta, meno presente, meno sulla mia voce ma questo secondo me è una cosa che va fatta, poi ci sono volte come stasera in cui invece mi ascolto di più e purtroppo divento meno generoso dal punto di vista fisico e mi diverto ad ascoltarmi, a cantare, esploro più la voce che il corpo».

C’è da dire che la band non rinuncia a stabilire un altro tipo che contatto col pubblico, forse più tradizionale, ma il dialogo coi presenti resta aperto durante tutto il concerto, al punto che è il pubblico a scegliere le canzoni del bis, tranne l’ultima “Strano E Inaffidabile”, che Kruger dice: «“Strano E Inaffidabile” con cui abbiamo chiuso era una richiesta mia, specifica perché quando sento la voce che è calda mi diverte più di altri brani».

A circa metà scaletta su “Titti Di Più”, Lorenzo inverte le strofe della canzone ma da vero showman fa quasi venire il dubbio che facesse parte dello spettacolo, nonostante ammetta sia stato un suo errore, come ci spiega anche dopo: «Mi capita a volte di distrarmi mentre sto cantando, non è una cosa da fare ma può capitare. La cosa positiva del rapporto che abbiamo creato col pubblico è che ci si aspetta degli errori, siamo umani molto umani. Può capitare durante il concerto uno sbaglio, e quando capita è un accento di umanità che ci sta».

D’altronde ne è passato di tempo dagli esordi dei Nobraino: «Abbiamo incontrato la Martelabel suonando qui a Roma circa 5 anni fa, eravamo qui in zona da Lello al Contestaccio, e lì incontrai Beppe Casa di Martelabel, abbiamo iniziato a parlare e poi abbiamo fatto un pezzo di strada insieme. Abbiamo fatto un percorso decisamente in salita ma siamo riusciti a fare il percorso indie che tutte le band devono e dovrebbero fare, che indie poi è un concetto economico nel senso che vuol dire riuscire a stare dentro a una produzione che ha un costo basso, che mantiene un profilo basso per riuscire a stare per strada, in mezzo al movimento di promoter neofiti, in mezzo a qualcosa che vive e cresce. Questo è ciò che abbiamo provato a fare ed è andata bene».

Anche per i Nobraino si avvicina il prossimo disco, che però probabilmente non sarà con la stessa etichetta: «Il nuovo disco bene o male sarà in linea con quello che abbiamo fatto fin’ora ma speriamo sia un progresso. Uscirà a gennaio, a settembre infatti ci fermiamo per il periodo di ritiro. Il prossimo disco ancora non sappiamo con chi sarà, stiamo cercando di fare il percorso successivo, cercare di crescere in qualche modo, ma senza strappi».

Così si conclude la prima delle due giornate della Martelabel Fest, la seconda serata è tutta da raccontare ancora!

Underdog
Niko
Satellite
Empty Stomach
Mr Condom
Macaronar
Lundì Massacre
Cuore Matto

Dellera
Il Motivo Di Sima
Tutti Gli Uomini Del Presidente
Il Tema di Tim E Tom
Le Parole (rivoglio il mio disordine)
Ami Lei O Ami Me
Break Up Break Down
Oceano Pacifico Blu
Stay

Nobraino
Il Minotauro
Lo Scrittore
Esca Viva
Il Bigamionista
Cani e Porci
Nottambula
Record Del Mondo
Tradimentunz
L’Italiano
Il Semaforo
Piena Gioventù
Bademeister
Titti Di Più
Cecilia
Il Mangiabandiere
Film Muto
Narcisisti Misti
Bifolco
Strano E Inaffidabile

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