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Dal 14 Novembre – Clint: what else?

La scorsa settimana si parlava di Oscar e della possibilità di iniziare a formulare previsioni. Questo week-end porta nelle sale italiane “Changeling” di Clint Eastwood e i pronostici per la cosiddetta “award season” – la stagione dei premi – si possono dichiarare ufficialmente aperti. Clint regista e autore della colonna sonora, Angelina Jolie protagonista, John Malkovich nel cast.
Perché sprecare parole su un film così? Perché raccontare la trama e rischiare gli spoiler? Comprate (anzi, compriamo) i biglietti e via, di corsa in sala.

In un fine settimana dominato dalla classe di Mr. Eastwood stona un po’ l’uscita di “La Fidanzata di Papà” con Massimo Boldi, Simona Ventura ed Elisabetta Canalis. Forse a Natale o in estate un film del genere sarebbe passato più inosservato o comunque maggiormente integrato nel fracasso delle uscite festive ma così, nel pieno di un autunno vigoroso e carico di aspettative, sembra una sparuta creatura aliena. Poco male. C’è altro a cui pensare. Di produzione italiana è pure “Amore che Vieni, Amore che Vai“, tratto dal romanzo “Un Destino Ridicolo” di Fabrizio De André (citato pure dal titolo del film) e Alessandro Gennari, e ovviamente, date le premesse, ambientato a Genova. Il cast è notevole, l’idea interessante: certo, la precedenza va a Clint, ma quest’opera di Daniele Costantini merita attenzione.

Hayden Christensen e Jessica Alba sono invece i protagonisti di “Awake – Anestesia Cosciente“, thriller costruito attorno alla terrorizzante ipotesi che, durante un intervento chirurgico, si possa restare esteriormente anestetizzati e immobili ma fisicamente coscienti di ciò che accade al proprio corpo. Idea disturbante, inquietante, sgradevole.
Sul terreno del dramma-thriller ma con sfumature più fantastiche si muove anche “The Orphanage” (“El Orfanato”) di Juan Antonio Bayona, storia di misteriose presenze che si manifestano in un orfanotrofio. L’ambientazione e lo spunto narrativo ricordano in parte “La Spina del Diavolo” di Guillermo Del Toro, che qui è coinvolto in veste di produttore e potrebbe quindi rappresentare una garanzia per quanto riguarda la messa in scena efficace – dura e senza carinerie – del soprannaturale e del perturbante.

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