Home > Rubriche > Coming Soon > Dal 19 febbraio – Tra uomini-lupo, famiglie disastrate e missionari

Dal 19 febbraio – Tra uomini-lupo, famiglie disastrate e missionari

Si parte con un film che susciterà fomento in molti appassionati del genere, “Wolfman” con Benicio Del Toro e Anthony Hopkins, storia fantastica di quest’uomo che ritorna nel suo villaggio dopo tanti anni dalla terribile morte della madre, scoprendo che deve salvarlo da una terribile creatura assetata di sangue. Ma la scoperta più agghiacciante riguarderà la sua reale natura… Con la speranza che non si scada nel ridicolo, potremmo trovarci di fronte ad un grande film di genere, del resto i nomi dei protagonisti succitati sono quasi sempre sinonimo di garanzia.

Piccolo film italiano, “La Bocca Del Lupo“, a metà tra il documentario e la fiction, narra la storia d’amore tra un uomo trapiantato a Genova da molti anni e una donna che lui conosce in carcere. Sullo sfondo il panorama desolante di una “città-fantasma”. Chi riuscirà a vederlo distribuito nelle vicinanze della propria città potrà ritenersi fortunato.

Abbiamo anche il ritorno di Pupi Avati con “Il Figlio Più Piccolo“, con Christian De Sica, Laura Morante, Luca Zingaretti e Nicola Nocella. Questa volta siamo negli anni ’90, a Bologna: due ragazzi cresciuti senza padre, sparito anni prima per darsi ad una vita agiata e dissoluta, si troveranno in qualche modo di nuovo coinvolti e travolti da questa figura paterna. A Christian De Sica non sarà parso vero dar vita ad un personaggio finalmente diverso dai soliti che ogni anno a Natale si ritrova ad interpretare…

La commedia sentimentale è un must immancabile del cinema americano, ma non solo, e due dei suoi maggiori esponenti sono Hugh Grant e Sarah Jessica Parker, qui riuniti per interpretare “Che Fine Hanno Fatto I Morgan?” (“Did You Hear About The Morgans”), storia di una coppia annoiata di Manhattan, sulla viale del tramonto, che ritrova linfa vitale grazie al fatto di aver assistito ad un omicidio e dunque di aver diritto alla protezione testimoni, occasione che li unirà in maniera insolita e inaspettata. Cambiano gli attori, cambiano le location, cambiano i registi, ma la sostanza rimane sempre la stessa…

Film in 3D della settimana, “Il Richiamo Della Foresta 3D” (“Call Of The Wild”), è una pellicola d’avventura in un cui una ragazzina, in visita dallo zio vedovo, si imbatte in un lupo ferito decidendo di portarlo con sé a Boston e di crescerlo lì. Ovviamente troverà degli ostacoli alla realizzazione del suo obiettivo. Inspiegabile, almeno a prima “vista”, il ricorso alla tecnologia 3D per narrare questo genere di storia.

Su tutt’altro fronte si trova “Afterschool“, storia di Robert, un ragazzo appassionato di video, che accidentalmente riprende la morte per overdose di due sue compagne di scuola. Il preside decide di utilizzare il video per sensibilizzare gli studenti e per aiutarli nell’elaborazione del lutto. Ovviamente l’organizzazione e la realizzazione del progetto vengono affidate a Robert, che si ritrova così a dover affrontare un pericoloso squilibrio psichico. Il soggetto sembra alquanto interessante, anche se il rischio di demagogia è dietro l’angolo.

Presentato da Luc Besson, “Il Mi$$ionario” (“Le Missionaire”), narra la storia di Mario Diccara, che uscito di prigione dopo sette anni, chiede a suo fratello di trovargli un posto dove potersi nascondere dalla mala con la quale ha qualche conto in sospeso. Il fratello parroco lo spedisce quindi in un piccolo villaggio delle Alpi da padre Etienne. Quando però Mario arriva a destinazione scopre che il parroco è morto e che gli abitanti del villaggio lo credono il suo sostituto. Sicuramente una brillante commedia degli equivoci, questo film strapperà più di una risata.

Per finire abbiamo “Promettilo!” (“Zavet”), ultimo film di Kusturica, film ambientato in Serbia e incentrato sul rapporto tra un nonno in fin di morte e suo nipote al quale chiede di esaudire tre ultimi desideri, strappandogli la solenne promessa di portare a termine il suo “lavoro”. Il ragazzo riuscirà ad esaudire i primi due, ma per il terzo ci vorrà un po’ più di pazienza… Indubbiamente lo stile di Kusturica e la semplicità delle sue storie, non deluderà i suoi ammiratori ed estimatori.

Scroll To Top