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Dal 24 ottobre – Un weekend molto europeo (e molto drammatico)

Un fine settimana sicuramente più tranquillo del precedente, meno capace di suscitare entusiasmi e corse frenetiche verso le sale cinematografiche, un fine settimana senza film d’animazione, senza musical, senza grandi star ma non per questo meno vitale.
Si nota curiosamente una scarsa presenza di film statunitensi, che invece solitamente approdano sempre in gran numero nei cinema italiani: l’unica pellicola made in USA in uscita è “Tropic Thunder“, commedia bellica diretta e interpretata da Ben Stiller con un bel cast che conta anche Jack Black e Robert Downey Jr. e vede Justin Theroux tra gli sceneggiatori.

Ad essere pignoli anche “Control” è una coproduzione USA-Europa ma di americano ha ben poco: il film, diretto dall’olandese Anton Corbijn, racconta la storia di Ian Curtis, leader dei britannici Joy Division morto suicida nel 1980 e qui interpretato dall’attore inglese Sam Riley.
Più difficile stabilire l’identità nazionale del fantascientifico “Babylon A. D.” di Mathieu Kassovitz: certo, i capitali investiti sono in parte statunitensi (oltre che francesi) ma il regista è decisamente europeo, e il cast appare piuttosto variegato nel porre Vin Diesel a fianco di Michelle Yeoh, Gèrard Depardieu, Melanie Thierry, Charlotte Rampling, Lambert Wilson.

L’Italia questo weekend sforna invece due drammi: “Albakiara” di Stefano Salvati e “L’Uomo Che Ama” di Maria Sole Tognazzi. Il primo suscita aspettative ambivalenti: da un lato l’ennesimo film sui ragazzini trasgressivi e problematici, dichiaratamente realizzato con uno stile da videoclip per meglio adeguarsi ai gusti dei suoi potenziali spettatori, non è esattamente qualcosa di cui si sentiva la mancanza. Anzi, rischia proprio di causare un forte senso di rigetto. Tuttavia, l’impostazione drammatica e la serietà del progetto, nato da un’inchiesta condotta dall’autore su un campione di adolescenti tra i 12 e 17 anni, potrebbero riuscire a rendere il film diverso e degno di nota.
“L’Uomo che Ama” è invece una storia di sofferenza amorosa: convince poco la presenza di Monica Bellucci che, benché molto attiva cinematograficamente sia in Italia che all’estero, non è riuscita sinora ad offrire interpretazioni da Oscar. Il resto del cast è però piuttosto buono, e forse Pierfrancesco Favino, Kseniya Rappoport, Marisa Paredes e Piera Degli Esposti diretti dalla giovane Maria Sole Tognazzi possono già valere il prezzo del biglietto.

The Melon Route” (“Put Iubenica”), doloroso dramma sull’immigrazione clandestina (tema che ricorre in diverse opere arrivate al cinema nelle ultime settimane) del croato Branko Schmidt, chiude il gruppo delle uscite settimanali, che stavolta riducono davvero al minimo lo spazio concesso alla leggerezza e ai toni lievi da commedia.

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