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Dal 27 marzo – Racconti incantati per Joaquin e Clive

Con la fine di marzo si conclude anche il periodo cinematografico – bello, caotico e strapieno – appena trascorso: le uscite davvero succose e importanti lentamente si diradano e gli spettatori possono riacquistare ritmi più lenti.

Andiamo perciò ad esplorare e conoscere i film del week-end per trovare qualche valido motivo che possa comunque portarci ad uscire di casa e trascinarci in sala col dovuto entusiasmo: a colpo d’occhio si nota subito che i film sono parecchi, persino troppi, e di generi molto diversi.

La Disney butta nei cinema “Racconti Incantati” (“Bedtime Stories”) con Adam Sandler: niente di male, per carità. Una gradevole commedia per bambini alle porte della Pasqua è sempre ben accetta; tuttavia, complice la meraviglia appena suscitata dalla piccola, vitalissima Ponyo, si fa sempre più violento il desiderio di veder nuovamente il marchio Disney su un prodotto d’alto livello disegnato con le matite.

Sistemati i piccoli, cosa resta per i grandi? Il dramma familiar-sentimentale “Two Lovers“, innanzitutto, presunta ultima interpretazione di Joaquin Phoenix che minaccia da tempo di consacrare il suo futuro solo alla musica. O “Duplicity“, thriller con Clive Owen e Julia Roberts agenti della CIA e, in ruoli minori, Paul Giamatti e Tom Wilkinson.
O ancora “Push“, ennesimo film sui drammi di un gruppo di ragazzi dotati di poteri paranormali interpretato da Chris Evans, Dakota Fanning, Djimon Hounsou e Camilla Belle.

Dall’Italia i film continuano curiosamente ad arrivare a pioggia: Enrico Oldoini tenta di mettersi sulla scia di Dino Risi, Ettore Scola e Mario Monicelli con il suo “I Mostri Oggi“, pellicola a episodi che va ad indagare le attuali mostruosità di questo Paese con un gruppo d’attori forse non all’altezza dei precedenti ma non per questo da buttare.
Si aggregano poi “Cenci In Cina“, commedia che mette in scena lo scontro tra due stracciaroli toscani e la concorrenza cinese, e un pugno di drammi: “Fortapàsc” di Marco Risi (sulla vicenda di Giancarlo Siani, giovane giornalista ucciso dalla camorra nel 1985), “Legami Di Sangue” di Paola Columba (sugli aspri conflitti di una famiglia di contadini), “Il Primo Giorno D’Inverno” di Mimmo Locatelli (un raccolto dramma adolescenziale).

Il Caso Dell’Infedele Klara” di Roberto Faenza è invece una co-produzione Italia-Repubblica Ceca dal cast necessariamente internazionale (Laura Chiatti, Claudio Santamaria, Iain Glein, Kierston Wareing, Anna Geislerovà) e tratto dal romanzo dello scrittore ceco Vieweg Michal; segue “Teza” di Hailè Gerima che mette insieme Africa ed Europa nel raccontare la vicenda di un giovane etiope che torna in patria dopo aver studiato in Germania.

Troppi film, soprattutto italiani. Non ci sarà mai spazio per tutti nelle sale. E allora che senso ha ammassarli così?

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