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Dal 5 Settembre – Primi arrivi veneziani

A scacciare le ultime tracce della non splendente estate cinematografica arrivano i primi film veneziani (solo italiani, per il momento) e spunta il nome di qualche autore in grado di suscitare entusiasmo; dal Lido giungono in sala “Il Seme della Discordia” di Pappi Corsicato e “Un Giorno Perfetto” di Ferzan Ozpetek, che, pur mancando di elementi capaci di rendere bramosi gli spettatori in cerca di un risveglio violento dal sonno estivo, non hanno nemmeno controindicazioni particolarmente soporifere: peccato solo per le scelte attoriali, alquanto zoppicanti, piene di buoni e buonissimi nomi ma anche di entità poco rassicuranti.
Di regista italo-cileno (Marco Bechis) ma di ambientazione brasiliana è invece “La Terra degli Uomini Rossi” (“Birdwatchers”), afflitto anch’esso da qualche problema di cast (piuttosto marginale, in realtà, essendo gli interpreti in massima parte indios dell’Amazzonia) ma che può contare su un’idea narrativa insolita e coraggiosa.

Per riattivare le cellule cerebrali si può poi puntare anche su prodotti stimolanti d’importazione, almeno per questo weekend: innanzitutto, “Redbelt” di David Mamet che vede lo sceneggiatore-regista alle prese con l’ambiente dei combattimenti clandestini e delle arti marziali; poi “X-Files – Voglio Crederci” (“The X-Files: I Want to Believe”), sicuramente più consigliabile agli amanti della vecchia serie tv ma facilmente adattabile anche alle esigenze della gran parte dei cinefili, essendo di base un tranquillo thriller di stampo fantascientifico, perfetto per riattivare il metabolismo post-vacanze.

Uno strascico d’estate è presente con l’horror sanguinolento “Reeker – Tra La Vita e La Morte” (“Reeker”) e con “Decameron Pie” (“Virgin Territory”), rilettura del Decamerone di Boccaccio: idea curiosa (non capita spesso che una simile opera letteraria italiana sia messa in scena per il pubblico adolescenziale americano), con un cast giovanile non particolarmente indigesto e arricchito dalla presenza di Tim Roth.

Chiudono l’offerta del primo fine settimana settembrino il film a episodi “The Air I Breath” dell’americano di origine asiatica Jieho Lee la cui idea di base è un proverbio cinese e il thriller-horror francese “Martyrs” per il quale l’origine europea può forse essere l’unico motivo di distinzione dai tanti, troppi film dello stesso genere usciti durante la stagione estiva appena trascorsa.

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