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Dal post rock dei Karate al lato più intimo di Geoff Farina

All’Init Club di Roma si è esibito Geoff Farina, ex voce / fondatore dei Karate, gruppo di Boston formatosi nei primi anni ’90.

Live in acustico per una prova di fingerstyle che ha ammaliato i presenti, confermando l’affetto e la stima per un musicista che nonostante la bravura resta ancor oggi icona per un pubblico di nicchia.
Sarà stato l’allestimento della sala, con sedie ordinate ed in fila, a rendere il tutto più suggestivo?
Non lo so, ma l’atmosfera (intima e rispettosa) ha aiutato l’immaginario nel ricreare un salotto ideale con al centro l’ospite d’onore.
geoff_farina_21gennaio2014_roma_3Nessun gioco di luci sul palco, solo un fascio ad illuminare le dita di Farina: corrono leggere sulle corde della chitarra, si muovono delicatamente e danno vita a visioni introspettiche ed armoniose.
Religioso silenzio per lasciarsi rapire da un repertorio che è a tutti gli effetti un viaggio nel tempo: nessun brano dei Karate, solo pezzi tratti dalla carriera solista di Farina dal ’95 ad oggi, spaziando da brani che profumano di blues fino a toccare aspetti gospel.
Si passa infatti da brani strumentali ad altri cantati, accompagnati da una voce calda ma non invadente che mozza il fiato e catalizza gli sguardi sul palco.
Poche parole, spese per introdurre ogni singolo pezzo: ricordi, aneddoti e ringraziamenti ai presenti in sala per il loro calore.
In un atmosfera surreale, l’esibizione di Farina giunge al termine dopo poco più di un’ora, fra applausi e sorrisi e ancora richieste di bis.

Uno spettacolo consigliato, un’esperienza mistica per chi è amante del genere e magari non conosce né i Karate né Farina.
La serata ha visto in apertura il duo dei Presidenti a Tempo Perso (chitarra e violino): giovanissimi, musicalmente interessanti (ma con qualche angolo da smussare a livello testuale), hanno ben retto il palco in attesa dell’ex Karate.

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