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Dall’1 Agosto – Horror, comicità, cinebiografie e drammi familiari

Dopo lo spettacolare arrivo de “Il Cavaliere Oscuro” (“The Dark Knight”) di Christopher Nolan nelle sale italiane lo scorso 23 luglio, questo fine settimana si prospetta decisamente meno animato: tra film comici e horror tipicamente estivi si fa notare “Grace Is Gone” opera prima di James C. Strouse, già sceneggiatore per Steve Buscemi con “Lonesome Jim” (2005). Il film, presentato al Sundance Film Festival lo scorso anno dove ha conquistato il premio del pubblico e quello per la miglior sceneggiatura, è la storia di un lutto familiare provocato dalla guerra in Iraq: Stanley (John Cusack) perde la moglie sergente e si trova a dover affrontare la tragedia insieme alle sue due bambine. Un dramma sentimentale, dunque, con una particolarità che aggiunge all’opera un motivo di interesse in più: la colonna sonora è firmata da Clint Eastwood (per la prima volta alle prese con la partitura musicale di un film diretto da un altro) che si è guadagnato due nomination ai passati Golden Globe, per il miglior score e per la miglior canzone; Eastwood ha scritto le colonne sonore di tutti le sue pellicole più recenti, sempre distinguendosi per delicatezza e sensibilità, qualità decisamente apprezzabili in una pellicola dalla storia rischiosa come “Grace is Gone”.
Potenzialmente intrigante pure “Andersen – Una Vita Senza Amore”, biografia romanzata del celeberrimo scrittore di fiabe; il regista, il russo Eldar Ryazanov, ha sicuramente scelto un soggetto piuttosto buono ma anche difficile, che potrebbe dar vita ad un film notevole, purché l’autore sia stato in grado di mettere in scena non solo i fatti biografici come noiosa catena di eventi ma anche, con una creatività e un coraggio che purtroppo spesso manca in produzioni di questo genere, la personalità artistica del suo protagonista.

Non mancano poi, come si diceva, thriller e horror di rilevanza trascurabile e guastati da improbabili titoli italiani in questo primo weekend di agosto: tra “Il Nome del Mio Assassino” (“I Know Who Killed Me”) con Lindsay Lohan e “Nella Rete del Serial Killer” (“Untraceable”), che si muovono entrambi tra folli assassini e rapimenti, il più interessante è probabilmente il secondo, non tanto per l’ormai abusata ambientazione virtuale (internet e computer sono diventati elementi fissi in film di questo genere già da anni) quanto per un cast di un livello più alto (Diane Lane, Mary Beth Hurt) e per qualche tratto potenzialmente inquietante nella vicenda narrata, in cui un serial killer sequestra le sue vittime per poi trasformare la loro agonia in uno spettacolo sul web in cui la morte arriva più velocemente tanto più numerose sono le persone che si connettono per assistervi.
Chiudono il gruppo delle pellicole in arrivo due commedie comico-demenziali: “Il Peggior Allenatore del Mondo” (“The Comebacks”), parodia dei film sportivi, e “The Love Guru” con Mike Myers diretto da Marco Schnabel, qui alla sua prima esperienza dietro la macchina da presa ma già con una buona esperienza come produttore e assistente alla regia per “Ti Presento i Miei” e “Mi Presenti i Tuoi?” e per “Austin Powers in Goldmember”.

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