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Dall’11 giugno – Una settimana tiepida, nonostante l’estate

Forse il è film più interessante della settimana, quel “Bright Star” di Jane Campion che finalmente arriva in sala: ambientato nel 1800 a Londra, è la storia del poeta John Keats e della sua storia d’amore segreta con Fanny Brawne. Entrambi vessati da vari problematiche, entrambi ostacolati nella loro struggente passione dalle convenzioni sociali dell’epoca. Un film sicuramente non per tutti, che molto probabilmente avrà nella regia e nelle ambientazioni il suo maggior punto di forza.

Più accessibile alla massa, “The Hole In 3D” di Joe Dante in cui due ragazzi si trasferiscono in una nuova città e incidentalmente cadono in un buco del loro seminterrato. Insieme alla vicina di casa, dovranno attraversare cunicoli e labirinti segreti dove si nascondono le forze del male e dovranno fare ricorso a tutto il loro coraggio e alla loro forza per sconfiggerle. L’unica curiosità è scoprire quale sarà l’applicazione del 3D all’interno dei sotterranei, per il resto molto probabilmente ci sarà da imprecare.

Dopo il polpettone romantico e l’horror adolescenziale, si passa alla commedia sentimentale, “La Fontana Dell’Amore” (“When In Rome”), con Kristen Bell, Jon Heder, Anjelica Huston e Danny De Vito. La protagonista si reca a Roma per il matrimonio della sorella, qui decide di rubare qualche moneta magica dalla Fontana di Trevi e una volta tornata a casa si ritrova assalita da una montagna di corteggiatori. Nonostante sembri fresco e simpatico, le sale difficilmente saranno assalite da orde di spettatori…

Vince il premio come trama più assurda “L’Acchiappadenti” (“The Tooth Fairy”), con Dwayne Johnson, Ashley Judd e Julie Andrews, in cui il protagonista è un giocatore di hockey talmente violento da essere stato soprannominato appunto l’acchiappadenti proprio per la sua mania di far saltare i denti agli avversari. Per punizione, allora, verrà trasformato in una vera fatina dei denti. Talmente allucinante che non si riescono ad avere pregiudizi, negativi o positivi, al riguardo.

Per concludere abbiamo “Il Padre Dei Miei Figli” (“Le Père De Mes Enfants”), storia intima e personale di un produttore cinematografico, felicemente sposato con tre figli, la cui casa di produzione però sta subendo una bancarotta. L’uomo verrà travolto dai rischi e dai debiti, ma qualcuno riuscirà a tenerlo a galla e ad aiutarlo. Non è propriamente una manna dal cielo, ma in una settimana un po’ tiepidina come questa, sembra essere proprio un bel raggio di sole.

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