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Dall’Irlanda con folklore

San Patrizio si avvicina e in tutto il mondo ci saranno angoli di verde per celebrare un paese che dal punto di vista del folklore è fra i più caratteristici. Il 17 marzo l’Irlanda sarà dappertutto e la musica dei Flogging Molly sarà sicuramente colonna sonora in molti pub insieme alle canzoni dei leggendari Pogues e Dubliners.

Prima di approdare con successo al celtic-rock, l’inconfondibile cantante occhialuto dal ciuffo arancione le ha provate tutte: negli ’80 il metal e nei ’90 l’hard-rock. Una piccola parentesi da tentato solista, fallita perché la Epic si oppose alla deriva folk e finalmente i Flogging Molly, con buona pace della Epic dove più d’uno si sarà mangiato le mani.

Correva l’anno 1997 quando il nuovo gruppo di King suonava un misto di cover e pezzi propri con influenze celtiche. L’appuntamento era tutti i lunedì nel piccolo pub Molly Malone’s di Los Angeles. Quell’anno la band produsse il primo album della sua carriera: “Alive Behind the Green Door” registrato dal vivo – manco a dirlo – al Molly Malone’s.

Oggi, nel 2010, i Flogging Molly escono con un altro live; stessa città, ma la dimensione è completamente diversa: i seimila posti del Greek Theatre di Los Angeles, tutto esaurito per due serate consecutive.

Ascoltando “Live at the Greek Theatre” scorrono i successi di dieci anni di carriera, anche se a dire il vero non si percepisce alcuna differenza fra le canzoni dei primissimi anni e quelle del più recente “Float” (2008): pezzi di coinvolgente folk suonati tutti con la stessa intensità.

Cos’è successo in questi anni, dunque?
Semplicemente la band ha sfornato album mantenendo uno standard di altissima qualità ed ottenendo un responso sempre migliore di critica e pubblico, culminato con “Float”. Partecipazioni a compilation e festival hanno allargato vistosamente la schiera di fan che, ascoltati per la prima volta i Flogging non hanno più voluto fare a meno del loro rock celtico strafarcito di strumenti tipici: dal tin whistle alla fisarmonica, passando per mandolino, banjo e violino. E così fra “Seven Deadly Sins”, “Drunken Lullabies” e “(No more) Paddy’s Lament” in un genere sempre di moda, ma sempre di nicchia, i Flogging Molly si sono affermati come i maggiori rappresentanti del folk rock.

È con questa consapevolezza che escono con il live DVD a un prezzo stracciato, regalando ai fan l’occasione di arrivare fin dietro le quinte dello show, riapprezzare i video dei singoli e godere di una visione d’insieme della carriera della band.

Accostando il primo e l’ultimo live registrati sembra proprio che a cambiare siano solo la dimensione dei palchi e del repertorio della band mentre qualità, affiatamento e dannata voglia di suonare divertendo e divertendosi sono le stesse di fine anni novanta.

E alla fine della visione in HD, appagati ma non sazi rimettiamo il DVD su play e ci apriamo un’altra Guinness in attesa dell’imminente San Patrizio e del prossimo decennio di Flogging Molly.

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