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  • Dalriada : Ígéret

    Dalriada

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Fiddler in the green

Dall’Ungheria il folk metal che non ti aspetti.

“Ígéret” conferma e insieme porta più in alto le aspettative dei conoscitori del sotto-genere. Una cantante a tutto tondo, affiancata dai consueti violini, dà luogo a un discorso musicale solare, pieno di vita e di potenza creativa. Sono presenti aliti di sperimentazione, ma ci sono soprattutto buone idee in grado di dar vita a nove pezzi uno più rinfrescante dell’altro. La band non insiste sulle note della nazionalità, piazzando punti attraverso bridge di tastiera à la Deep Purple seguite da una coda quasi country (“Hozd El Isten”) o black sinfonico (“Leszek A Hold”). Il perno del disco è il brano “Ígéret”, infarcito di cori e momenti etnici.

Oltre i Korpiklaani e tutti i loro più o meno consapevoli epigoni, da oggi ci sono i Dalriada. “Ígéret” è uno scrigno di canzoni folk da assaporare una a una, dove anche un assolo può stupire, tanto bene si aggancia a una sviolinata. E poi c’è il climax dell’attacco di “Hajdutanc,” la coda elettronica di “Mennyei Harang” e avanti così. “Ígéret”: fidatevi della copertina, più che mai rappresentativa.

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