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Damages: Legal thriller dalla geniale costruzione temporale

Al via venerdì 24 aprile su AXN la terza stagione di “Damages”, legal thriller teso ed incalzante in miracoloso equilibrio tra procedural, glamour divistico e ferocia shakespeariana. Ambientata nei piani alti della New York contemporanea, tra avvocati disposti ad ogni compromesso pur di vincere una causa, magnati truffatori, multinazionali senza scrupoli e speculatori accusati di frode finanziaria in piena crisi economica, la serie è il trionfo della protagonista Glenn Close, formidabile nel ruolo della spietata avvocatessa Patty Hewes.

Costruita su misura per il carisma della diva in cerca, dopo la partecipazione alla quarta stagione di “The Shield”, di uno show televisivo da protagonista assoluta, “Damages” ha sempre goduto del favore della critica sin dalla prima messa in onda nel 2007. A partire dalla seconda serie, tuttavia, l’interesse del pubblico è calato notevolmente, un trend negativo confermato dai bassi ascolti della season 3: troppo impegnativa e pessimistica nella rappresentazione di un mondo in cui ogni bassezza è lecita e tutti tradiscono tutti per servire i propri scopi. Risultato? Nonostante sia uno dei migliori prodotti televisivi degli ultimi anni, “Damages” rischia di chiudere i battenti questa primavera.

Ben lungi dall’essere soltanto un one woman show, il punto di forza del legal drama è la sapiente costruzione temporale che spezza la linearità narrativa in favore di una struttura circolare che riflette sui meccanismi stessi della suspence. Ogni stagione si compone di 13 episodi che coprono un arco temporale di sei mesi, ma i fatti sono narrati in un continuo andirivieni tra tempo diegetico reale e flashforward che anticipano frammenti narrativi cronologicamente posteriori. Giocando con la cronologia dei fatti, gli autori costruiscono una fitta trama di rivelazioni centellinate col contagocce ed attese riguardo allo sviluppo della storia. Un vero meccanismo ad orologeria in cui i due piani temporali si avvicinano man mano che la serie prosegue, fino ad incontrarsi nel finale di stagione, in una perfetta, mozzafiato quadratura del cerchio.

Le prime due stagioni ruotano intorno al rapporto tra Patty Hewes, autentico squalo da tribunale, ed Ellen Parsons, neolaureata in legge piena di fiducia nel sistema giudiziario. Distanti ma affini, Patty ed Ellen sono due lati della stessa medaglia, e stupefacente è la progressiva trasformazione di Ellen da ingenua fidanzata a dark lady assetata di vendetta. Nel corso della prima serie Ellen finisce talmente coinvolta nelle trame ordite da Patty, da diventare una scomoda testimone e restare vittima di un tentato omicidio. Se al termine della seconda stagione tutti i nodi irrisolti vengono al pettine, l’incipit della terza è incendiario: Patty è assunta dal governo per indagare sui fondi nascosti del miliardario Louis Tobin, ma ancora una volta è la cornice che presenta i fatti che avverranno sei mesi dopo ad inchiodare l’attenzione dello spettatore.

Intorno alle due protagoniste uno stuolo di comprimari eccellenti: da Tate Donovan nel ruolo di Tom Shayes, braccio destro di Patty, a Ted Danson, dall’infido William Hurt, alla bravissima Marcia Gay Harden, fino alle lussuose new entry della terza stagione, Martin Short, Lily Tomlin e Campbell Scott. Su tutto e tutti domina Glenn Close: la sua Patty Hewes è una belva in un ring che studia la preda ed aspetta il momento giusto per colpo ferire. Sfibrati ed elettrizzati, gli spettatori restano a guardare con gli occhi sbarrati ed un’insaziabile fame di nuovi episodi.

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