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Damien Rice al Pistoia Blues Festival 2016, report live e scaletta

Damien Rice ha chiuso il Pistoia Blues Festival 2016 sabato 16 luglio con un concerto incantevole, unica data in Italia del cantautore irlandese. Quando le luci si spengono e la voce fuori campo annuncia che lo spettacolo sta per iniziare, la sensazione di familiarità è confortevole, quasi rassicurante. L’ultima volta a Villafranca nel 2015 è stato un autentico trionfo. Vedere Damien suonare da solo e trasmettere la sua palette completa di sfumature, dalla più tipicamente intimista a quella inaspettatamente vorticosa e intensa in cui sembra moltiplicarsi in un’intera band di cinque o più elementi, è un evento. Un aftershow dei più corposi aveva reso il concerto veronese fuori da ogni comparazione. Qualcosa che prima non si era mai visto. Anche solo l’idea che tutto questo si possa ripetere nella sera conclusiva della rassegna di Pistoia è allettante di per osé. Ma in cuor proprio si coltiva la fiducia che nonostante tutto è passato un anno e, se si sta ripetendo il tour nel 2016, qualcosa di aggiuntivo ci dovrà essere.

 

L’inizio è affidato alle note rarefatte e al fil di voce di “My Favourite Faded Fantasy”, eseguita al buio; Damien pare voler lasciare la musica a precederlo, e lui nascondersi dietro all’esclusivo feeling che sviluppa con le sue note. Può accelerare i versi, anticipare una strofa, rubare il tempo ad un accordo, ma quel vissuto che ogni canzone ha si anima nell’incarnazione che solo il suo fattore sa ravvivare. Le distorsioni elettriche di “9 Crimes”, l’armonia malinconica in crescendo di “Delicate”, le note segrete di “I Remember” si susseguono una dietro l’altra senza la minima interruzione. Damien sembra a tutti gli effetti delegare tutto alle ben note melodie che sanno incantare,e creare un espediente per procrastinare il suo contatto con il pubblico.

 

Contatto che arriva finalmente con “Trusty And True”, introdotto dal momento in cui Damien comincia a dar fiato all’harmonium mentre racconta aneddoti e storie ironiche che finiscono per introdurre il tema che sostanzia il brano. Questo particolare strumento ci ha abituati a conferire all’esecuzione un feeling intimista ed elegiaco, laddove il potente cantato sembra aprirsi e distendersi su uno spazio sterminato che allarga il cuore durante l’ascolto. Poi Damien riprende, avendo ormai rotto il ghiaccio con il pubblico, a parlare di storie. Storie della sua Irlanda, della cultura chiusa in sé stessa e dogmatica, delle fantasie che aprono orizzonti. Su quei sorrisi rimasti nelle labbra dei quattromila presenti, prendono vita gli accordi accoglienti e familiari di “Amie”.
E allora il pubblico prende coraggio e inizia a chiedere a Damien le canzoni che più desidera. Si dà sfogo libero ai sogni proibiti. Da una parte sbuca una voce: “The Rat Within The Grain!”, e Damien la esegue dopo aver chiesto un minuto per richiamare alla mente il testo. Poi due voci lo accerchiano da ambedue i lati del palco: “Insane!” “INSANE!”. Damien è un po’ stupito, inizia a dire “mi sa che sono venuti sette-otto di quelli che conoscono tutte le canzoni strane, si sono sparsi qui e lì per la platea, e adesso stanno lanciando l’assalto con tutte queste richieste particolari”. Sorride, e sta al gioco. Così se ne viene fuori con una delle versioni di “Insane” più intense e accorate mai ascoltate ad oggi. Probabilmente questa sera sono più episodi come questi che alimentano lo stupore e fanno vibrare dentro, rispetto al caos ormai controllato della loop machine. Che fa la sua bella mostra nella “ItTakes A Lot To Know A Man” di consueta chiusura, in crescendo tra clarinetto, chitarre, campane e percussioni; ma sono ancora le tinte calde di “Colour Me In” ed “Elephant”, anch’esse richieste dal pubblico, a rimanere di più. Forse perché in questa sera particolare è il lato intimista quello più bello e grazioso del nostro cantautore irlandese.

 

Sul rentrèe oltre a “RootlessTree” e all’immancabile “The Blower’sDaughter”, è con “Volcano” che Damien si congeda dal suo pubblico, facendo salire sul palco Gyda, la violoncellista che su note soffuse ha aperto con umiltà e delicatezza il concerto di stasera.

A quel punto è quasi mezzanotte e un po’ come in una favola, forse fatta di orari e ordinanze, Damien saluta e ringrazia, abbraccia chi è salito sul palco con lui a suonare e esce di scena. Durante il concerto ha ammesso che l’Italia per lui è sempre un po’ un sentirsi a casa.

Di aftershow per questo tour 2016 non ve ne sono mai stati. Eppure c’è chi ci crede, un piccolo sparuto gruppo che non vuole smettere di sperare che possa succedere. Qualcuno ha portato da casa la chitarra e riscalda l’attesa suonando e cantando le canzoni appena ascoltate insieme con chi è rimasto. All’una e mezza di notte c’è chi inizia a cedere; anche chi fino a prima conservava una salda fiducia inizia a dubitare.

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Damien Rice torna tra il pubblico del Pistoia Blues Festival 2016 (foto di Chiara Fioretti).

Ma quelli che sono rimasti nonostante tutto, a un certo punto hanno visto la loro speranza riempirsi di gioia: una mezz’ora di magia regalata a noi seduti in cerchio intorno a Damien, come mostrano i già molti video postati su YouTube. Tutta la semplicità si condensa in piccoli, significativi momenti: Damien che suona in duetto con il chitarrista che fino a poco prima ingannava l’attesa, senza sperarci troppo, proprio con le sue canzoni. Damien che canta in duetto con Francesca Michielin, la quale dopo aver seguito il concerto dalla prima fila ha atteso anche lei fino alla fine.

Con la stessa gentilezza con cui è arrivato, Damien se ne va e prosegue il suo viaggio. Qualche giorno di vacanza, e poi sarà a Istanbul. Mentre ognuno dei presenti di questo giorno ritorna alla propria normalità con quel qualcosa in più che resta: ovvero l’autenticità di questa musica e del suo interprete, l’importanza dei significati di questi brani e delle nostre storie ed immedesimazioni intrecciate ad essi. Un caleidoscopio di emozioni che ci serve e che rende appuntamenti come questo imperdibili per confrontarsi con i propri sentimenti.

 

La scaletta di Damien Rice al Pistoia Blues Festival 2016:

My FavouriteFaded Fantasy

9 Crimes

Delicate

I Remember

Trusty And True

Amie

The Rat Within The Grain

Insane

Cannonball

Colour Me In

Elephant

ItTakes A Lot To Know A Man

 

Encore:

RootlessTree

The Blower’sDaughter

Volcano

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