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Dance, retromania e fantascienza ad Ostia Antica con i Parcels e gli AIR: report live e scaletta

“Questo è il posto più bello in cui abbiamo mai suonato” ha detto ieri sera, 24 luglio ’17, Louie Swain, tastierista dei Parcels, giovane band australiana in apertura agli AIR al Teatro Romano di Ostia Antica.
“E te credo” aggiungerei io, perché il sito archeologico in questione è, sicuramente, una delle venue capitoline estive migliori e a lei si deve la prima nota di merito della splendida serata . D’altronde i romani, che mica erano scemi, avevano pensato proprio a tutto: acustica perfetta, visibilità garantita anche per i più tappi in ogni posto, il cielo sopra le nostre teste. Chi ci è stato lo sa già, ma i neofiti spettatori immersi nel sito archeologico hanno scoperto un’esperienza magica e straniante.
Tornando al concerto vero e proprio, la seconda bella rivelazione sono stati proprio loro: i Parcels. Cinque ragazzi di Byron Bay, Australia, che, seppur visibilmente emozionati, hanno interpretato una più che degna apertura ai colossi dell’elettronica francese AIR. Un gusto retrò dance per tutto, dal sound in primis passando per i capelli e l’abbigliamento.  Nella loro musica ci sono le note dei primi Chic di Nile Rodgers alla chitarra (una Stratocaster rosa, dio mio che bellezza), quel groove tipico dei Fleetwod Mac, un raffinato gusto per il pop di classe e ricercato nelle melodie. Ma soprattutto la dance dei ’70 e degli ’80, composta con una tale sincerità e naturalezza da far sembrare l’ultimo album di un altro grande duo dell’elettronica, quelli col caschetto metallico in testa, uno sporco collage raffazzonato alla bell’e meglio tanto per vendere. Molto più di un semplice tributo a quell’epoca ormai passata, una vera espressione artistica che fa dei Parcels una band da seguire con un certo interesse e un pizzico di simpatia perché loro stessi, in primis, prima di far divertire noi, si sono divertiti parecchio su quel palco mozzafiato.

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A coronare una serata incredibile, però, ci hanno pensato loro, ovviamente, gli AIR.
È uscito quest’anno “Twentyears”, il greatest hits del duo e per questo Nicolas Godin e Jean-Benoît Dunckel non si sono risparmiati dal suonare una scaletta piena di grandi classici. Da “Venus”, brano d’apertura, alla sognante “Cherry Blossom Girl” che ha tinto di viola gli specchi scenografici sul palcoscenico. La romantica e sensuale “Playground Love”, forse tra i brani più attesi dal pubblico, alla più psichedelica “Radian”.
Gli AIR, eleganti e visionari, hanno riempito il Teatro antico del loro sound sospeso tra il passato e la fantascienza, caratterizzato dalla passione per la cura delle melodie che solo dei veri e grandi musicisti sanno raggiungere con un simile talento.
L’incredibile quantità di suoni prodotta dalla band si deve ad una strumentazione che ieri sera avrà fatto uscire fuori di testa i più nerd tra il pubblico: Korg MS-20, sintetizzatori Moog, Wurlitzer e molto altro ancora. Tutto suonato con un’armonica attenzione tale da sembrare un’orchestra futurista con la passione per le melodie un po’ retrò. Anche se più ci penso e più il termine melodie retrò si svuota di senso. Forse è proprio il gusto per la melodia in se ad essere diventato retrò più che la melodia stessa.

Una serata sognante e per certi versi commovente in cui la grande musica ha fatto da padrona in un luogo che potrebbe e dovrebbe ospitare molti più concerti di quanto già non faccia.

Di seguito la setlist del concerto degli AIR al Teatro Romano di Ostia Antica

1- Venus
2- Don’t Be Light
3- Cherry Blossom Girl
4- J’ai Dormi Sous L’eau
5- Playground Love
6- Remember
7- People in the City
8- Radian
9- Alpha Beta Gaga
10- Run
11- Talisman
12- How Does It Make You Feel ?
13- Kelly Watch The Stars
14- Alone In Kyoto
15- Sexy Boy
16- La Femme D’argent

 

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