Home > Recensioni > Daniele Brusaschetto: Fragranze Silenzio

Quando la sperimentazione è troppa

Otto canzoni di musica sperimentale, con elementi di elettronica e, più semplicemente, rumori vari (come il rumore bianco che si sente in alcuni brani).
Un autore che dagli anni ’90 esprime la sua voglia di fare musica in diversi progetti, ma alla base dei quali sta sempre lo stesso stile. Uno stile che si basa sulla necessità di sperimentare, che lo ha portato, nel corso degli anni, a far parte di diversi progetti.

Ha iniziato a fare musica negli anni ’80, suonando in una band metal. Il suo stile si è poi pian piano modificato, e ha suonato in altre tre band rock. Un grande talento, che però in questo “Fragranze Silenzio” non viene mostrato come potrebbe.

Uno stile sicuramente originale, ma forse in maniera esagerata: la sperimentazione si spinge tanto in là da non risultare godibile. Gli effetti rendono la voce quasi irriconoscibile, e il rumore bianco fa venire voglia di prendere a pugni lo stereo per vedere se smette. La ricerca va bene, ma in questo caso forse è troppo forzata.
C’è di buono che l’autore ha indovinato la durata: otto canzoni di questo stile si possono reggere, e si può anche ammirare il coraggio di voler fare qualcosa di diverso.

Pro

Contro

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