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  • Danko Jones: Never Too Loud

    Danko Jones

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Not enough loud

Reduce dal successo di “Sleep Is The Enemy”, una delle migliori sorprese del 2006 in chiave hard rock, Danko Jones torna ad alzare al massimo il volume. “Never Too Loud” ribadisce il credo dei canadesi, fatto di storie di strada, spasso, donne e machismo da irrefrenabili eroi da prima pagina. In effetti Danko Jones non si ferma mai, infiammando un palco dopo l’altro, e dimostra di avere energia da vendere e un’attitudine invidiabile.

Su questa registrazione, però, fatica a dimostrarlo. Si parte dagli echi delle chitarre taglienti e del groove travolgente di “Sleep Is The Enemy” rievocato dalle sole “Code Of The Road” e “Still In High School”, per arrivare a episodi inclassificabili come le nenie terribili di “Take Me Home”, “Forest For The Trees” e “Ravenous”, in cui melodie di seconda mano cozzano con un riffing sotto tono. È solo quando si riprendono le fila del passato, come nell’aggressiva “Your Tears My Smile”, che il ruggito di Danko al microfono, il rombo delle ritmiche e le stilettate delle chitarre taglienti tornano a fare male, segno evidente della mancanza di ispirazione che affligge “Never Too Loud” e che porta ogni passo in avanti ad affondare pericolosamente. La diagonale musicale che attraversa hard rock, punk, glam, stoner e pop continua a rimanere concettualmente interessante, ma non trova in questo caso adeguato supporto dalla maggior parte dei pezzi, evidentemente inefficaci nel momento in cui dovrebbero invece colpire a fondo.

Un tributo agli AC/DC come la conclusiva title track si può concedere a tutti, soprattutto se si tratta di un manipolo di ragazzacci di strada dai quali ci aspettiamo (soltanto) sangue e sudore, ma fino a quel momento vogliamo bruciare di ardore e non continuare a chiederci se non era forse meglio fotocopiare il disco precedente.

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