Home > Recensioni > Danton Eeprom: Yes Is More

Non tutti i tunza-tunza vengono per nuocere

I club più quotati di Berlino, Parigi, Londra, Kiev e Glasgow lo acclamano già da tempo come uno dei migliori produttori francesi di dance music e il suo curriculum non fa che confermare le voci.
Dopo l’uscita di un EP, Danton torna nelle sale con un album orientato al minimalismo e ai ritmi temperati, tramite i quali si entra nella dimensione mentale di un’arte altamente concettuale.

Gli anthem elettronici lasciano spazio ad assemblaggi originali ed elaborati, arrivando a sfiorare i dieci minuti consecutivi di durata. Non mancano i tributi agli altri generi, quali il garage rock, il jazz ed il trip-hop: segni di un’artista che non teme la sperimentazione ma che, anzi, fa di questa il proprio cavallo di battaglia.

Tecnicamente il lavoro è ineccepibile – non a caso gli addetti all’ambito discotecaro d’élite non riescono a smettere di acclamarlo. L’unica pecca di fronte a tale parvenza di perfezione è che, come per la maggior parte della musica elettronica destinata a rimbombare nei locali notturni, non vi sono messaggi da veicolare all’ascoltatore e, dunque, il puro virtuosismo risulta svuotato di qualsiasi elemento di umanità.
Il problema non si pone nel caso in cui si voglia dare una mossa alle articolazioni.

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Contro

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