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  • Darkest Hour: So Sedated, So Secure

    Darkest Hour

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Hardcore estremo e dirompente

E come un fulmine a ciel sereno, ecco arrivare questi Darkest Hour, ultima scoperta della Victory destinata sicuramente a lasciare il segno e a far parlare di sé in futuro. La mia è una certezza, poiché lo stile dei nostri cinque hardcorers è di quelli subito riconoscibili: niente scopiazzature, niente ricorsi a partiture riciclate, nessuna impressione di già sentito troppe volte. Soltanto tanta violenza e tanta qualità compositiva sparata in faccia all’ascoltatore. Le coordinate? Provate ad immaginare la furia dell’hardcore, unita alla potenza dirompente dei The Haunted. Risultato: un disco molto fresco perché, attingendo da queste due fonti, riesce a rileggere il tutto in chiave moderna, con grandi stacchi, partenze devastanti e melodie chitarristiche che faranno la felicità di tutti quelli a cui l’hardcore è sempre andato stretto, per via della troppa linearità e del ruolo di semplici comprimarie a cui troppo spesso le “sei-corde” sono state relegate. Tutto questo coaudivato da una voce particolarissima, rantolante al punto giusto ma sempre potente, anche se alla lunga forse un po’ poco varia. Un disco consigliato quindi, anche se a mio avviso, le potenzialità del gruppo non sono state ancora espresse a pieno, a causa di una uniformità marcata delle composizioni all’interno di tutta la durata del disco che lasciano un leggero amaro in bocca per i traguardi sfiorati di pochissimo. Ma si sa: nessuno è perfetto.

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