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  • Darwin Deez: Songs For Imaginative People

    Darwin Deez

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Autoreferenza

Quando uscì “Radar Detector” ne fummo molto entusiasti, poiché un brano sì ben fatto e orecchiabile non avrebbe mai potuto scatenare reazioni differenti da quella.
Ora Darwin ci riprova, pubblicando un secondo album dal titolo sicuramente autoreferenziale (di creatività ed immaginazione qualcosina ne sa). Ahi, però.

Non diciamo che il richiamo anni Ottanta di “Moonlit” ci dispiaccia, né che lo humour nero che Deez inietta nelle liriche della maggior parte delle canzoni sia fuori luogo, macché.
Semplicemente la struttura poco coerente delle dieci tracce- che alla fine arrivano a confondere l’ascoltatore-, il mix di batteria altisonante, sintetizzatori e suoni vari non gliela fanno a creare un tema certo da seguire.

Non c’è dubbio sul fatto che l’artista abbia grandi capacità. Gli è capitato di inciampare sul sasso del “facciamo tutto bello” per ritrovarsi schiantato al suolo. Un po’ come uno che fa il ganassa con la moto, sgasando fortissimo, e poi arriva l’incidente.
“Free (The Editorial Me)” è, contrariamente, da applausi.

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Contro

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