Home > Recensioni > Dasauge: You’re Dead And It’s All Your Fault
  • Dasauge: You’re Dead And It’s All Your Fault

    Dasauge

    Loudvision:
    Lettori:

Riflessi futuri

Che cinque ragazzi di Napoli potessero uscire dal loro piccolo mondo per disegnare un album come “You’re Dead And It’s All Your Fault” sembrava impossibile. Invece lo hanno fatto e i risultati sono ben udibili. I cinque hanno creato finalmente un album completo, 13 tracce, con una durata di 57 minuti, cosa ormai è rara nel panorama delle band alle prime armi.

Sonorità cupe, di un rock sia duro che intimo che sfocia in urli da puro sfogo, un po’ alla Deftones.
Notevoli, tra le altre, “Carapace” e “Sink Or Swim”.

I testi sono maturi e trascendentali oltre la banalità del detto. Le sonorità, invece sono ancora un po’ immature e destinate forse principalmente a un ascoltatore giovane. Ma siamo talmente sicuri della bravura e dell’evoluzione futura della band che smettiamo subito di parlare e giudicare perché, come dicono gli stessi Dasauge, “Il silenzio è l’unico modo che abbiamo per dire la stessa cosa”.

Disco da avere e da usare tra qualche anno come vanto nei confronti di amici rockettari che ancora non conosceranno i Dasauge.

Pro

Contro

Scroll To Top