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    DAVE I.D.

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Una sorpresa da Londra

Interessante l’EP di Dave.I.D…
Vi sono parecchi pezzi (vedi “X-F”) particolarmente oscuri, claustrofobici, elettronici ed effettati senza esagerare. Dave.I.D. propone una formula a metà tra il grime (mica per nulla è londinese, seppure del sud, non dell’est) e il post punk: si veda a tal proposito “Lights”, più percussivo e meno buio, in cui si intravede, come la luce di cui parla, un barlume di speranza.

In aggiunta, il trip hop. Arrangiamenti spettacolari e soluzioni inattese fanno di questo EP un must have.

Dave.I.D. rivela anche certe qualità vocali che al momento non sono state sfruttate pienamente: a volte ricorda Brian Molko, altre è più flebile, altre ancora ha lo stile di Timbaland, in altre ancora, la voce è così effettata da sembrare artificiale, quasi robotica.
Si tratta di un disco con molto spazio. È arioso. Comunica un senso di non finitezza, come se le cose da dire fossero state accennate solamente. E fa restare in titubante attesa di qualcosa di più sostanzioso. Fate produrre a questo ragazzo un album da dodici pezzi quanto prima!

Pro

Contro

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