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David Fincher: Panic David

Il 28 agosto del 1962 a Denver in Colorado, nasce David Leo Fincher. Dopo essersi diplomato a pieni voti, la sua passione sfrenata per l’arte cinematografica lo porta a compiere un cammino di apprendistato da fare invidia a chiunque: viene assunto dalla Industrial Light and Magic di George Lucas . In questi anni prende parte alla lavorazione di tre dei maggiori successi dei primi anni ottanta in qualità di assistente alla fotografia e degli effetti visivi: “Il Ritorno Dello Jedi”, “La Storia Infinita” e “Indiana Jones e il Tempio Maledetto”. La sua carriera come regista inizia a prendere forma firmando spot di grandi aziende (Nike, Coca-Cola, Heineken, Budweiser, Pepsi, Chanel, Levi’s e Converse) e videoclip di artisti affermati (Madonna, Sting, Rolling Stones, Michael Jackson, Aerosmith, George Michael, Iggy Pop, Billy Idol, Steve Winwood, A Perfect Circe, e Nine Inch Nails).
Nel 1986, a soli 24 anni, fonda la Propaganda Films, assieme a Dominic Sena e altri registi. Ma l’esordio vero e proprio, che lo fa entrare tra le fila dei registi di Hollywood e del cinema che conta, avviene nel 1992 con “Alien 3″. Il terzo capitolo della saga horror-fantascentifica però non dà i risultati sperati. Nel 1995 esce nei cinema “Seven”, thriller dalle tinte forti che si presenta con un cast d’eccezione: Brad Pitt, Morgan Freeman, Kevin Spacey e Gwyneth Paltrow. Diventa subito un cult. La storia, la narrazione, le ambientazioni e gli attori stessi sono gli ingredienti che, magistralmente orchestrati da Fincher, gridano vittoria ai botteghini.
Dopo due anni si ripresenta con “The Game – Nessuna Regola”, che vede tra i protagonisti Michael Douglas e Sean Penn entrambi con un’ottima performance in un’altrettanto ottima sceneggiatura. Nonostante tutto è un mezzo flop.

La reazione del regista non tarda ad arrivare ed è nel 1999 che esce nelle sale “Fight Club”, il capolavoro. Tratto dal romanzo omonimo di Chuk Palahniuk, è un film esplosivo che incombe nei cinema richiamando l’attenzione del pubblico. Il successo è centrato affidandosi ancora una volta alla presenza scenica di Brad Pitt e affiancato dallo sbalorditivo Edward Norton e dalla dark lady Helena Bonham Carter. Un vero e proprio manifesto generazionale, affrontando problemi sociali attualissimi.
Nel 2002 Fincher presenta “Panic Room”, che raccogliendo l’eredità pesante del lavoro precedente e ottiene una buona risposta ai botteghini, ma senza convincere la critica, che lo giudica un po’ sottotono. In quest’ultima pellicola, che vede come protagonisti Jodie Foster e Forest Whitaker, si nota un calo qualitativo sul finale, a causa, a detta del regista, di problemi e pressioni avuti dalla produzione. A distanza di ben cinque anni David Fincher presenta quella che ad oggi è la sua ultima fatica: “Zodiac”. Torna così al serial killer movie che tanto successo aveva ottenuto con “Seven”. Il film, che ricalca la storia vera di una assassino seriale a San Francisco negli anni sessanta, vede come attori protagonisti Jake Gyllenhaal, Mark Ruffalo e Robert Downey Jr. Nonostante i buoni propositi non ottiene il successo sperato, cercando di bissare il successo del thriller interpretato da Brad Pitt.
Al termine del 2007 Panic David è in post produzione con un altro film: “The Curious Case Of Benjamin Button”, la cui uscita è prevista per il 2008. Tra gli interpreti troviamo Cate Blanchett, Tilda Swinton e ancora una volta Brad Pitt.

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