Home > Recensioni > David Mark Pearce: Strange Ang3ls

Tanti capelli per nulla

David Mark Pearce al primo impatto ti fa paura, con i suoi capelloni lunghi che sembrano nascondere extension degne di Lory Del Santo.
Poi però metti in riproduzione il suo ultimo album, “Strange Ang3ls”, e stai ancora peggio.

Da un ingegnere del suono proveniente dalla Cornovaglia ci si aspetterebbe un po’ più di melodie trite (e ritrite), arrangiamenti alla Bon Jovi che arranca su una sedia a rotelle o – addirittura – assoli gorgheggianti memori dei vecchi tempi.
Nonostante il curriculum firmato dal London College of Music and Media e una carriera discografica distribuita lungo due anni, il chitarrista/produttore lascia alquanto allibiti.

Dov’è finita l’inventiva? Sarà rimasta incastrata nel pettine.

Guardate bene la copertina di questo disco, dopodiché formulate un pensiero coerente che non includa le espressioni “Urenda”, “Ma è una donna nuda!” e “Checcazz….?”. Non ci riuscite? Beh, sappiate che è NORMALISSIMO.
In effetti, l’artwork non ha senso. E nemmeno la musica che vi si cela dietro.

Pro

Contro

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