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David Tibet: Proslogion de Alpha et Omega

Nuvole minacciose e il mare in tempesta accolgono la sottoscritta quando arriva a Hastings, sulla costa dell’East Sussex. Hastings è stata teatro di una sanguinosa battaglia fra Normanni e Sassoni nel 1066; ora invece ospita fra i suoi abitanti David Tibet, creatore dei Current 93, le cui personali battaglie sono tutte interiori, ed altrettanto intense e sconvolgenti. Ma sarebbe un errore pensare a Tibet come ad una persona tormentata e pessimista; al contrario, ciò che salta agli occhi appena la conversazione prende il volo è la sua sorridente convinzione nel bene che sta facendo (a se stesso e agli altri) attraverso la musica, l’arte, il credo.

Quale è stata la genesi del tuo ultimo album, “Aleph at Hallucinatory Mountain”?
La maggior parte dei miei album nascono dai miei sogni, e a quel tempo Aleph mi visitava spesso in sogno. Un giorno, mentre bevevo un bicchiere di vino e leggevo i Vangeli, mi tornò alla mente la frase “Satana è un bugiardo e il padre di ogni menzogna” (Giovanni 8:44); poi lessi “In principio era il Verbo” (Giovanni 1:1) e pensai che poco dopo il principio venne il primo assassino, Caino. Quindi Caino era la prima manifestazione di Satana sulla Terra. Da cui la frase di apertura “Almost in the beginning was the murderer”. Questa è solo un’opinione personale, ma mi ha fatto riflettere su tutto il Vecchio Testamento fino alla venuta di Cristo e alla cacciata di Lucifero dal Paradiso, in seguito a cui si è tramutato in Satana. In seguito ho aggiunto al progetto molti riferimenti alla Gnosi, all’Ordo Templi Orientis, ad Alistair Crowley ed anche vari elementi della mia vita personale, sia in quanto David sia in quanto Adamo, perché credo che tutti noi siamo Adamo o Eva.

È interessante ma anche non immediatamente comprensibile come tu possa avere interessi religiosi tanto diversi. Questi elementi non vanno mai in contraddizione? Il tuo è forse un tipo di sincretismo religioso?
Non sono sincretico, sono cristiano; ma il mio cristianesimo è gnostico ed eretico, e non penso che l’establishment della Chiesa mi approverebbe. Sono una persona aperta, ho fiducia negli altri ma soprattutto sono un entusiasta, un fan del pensiero e delle sue forme, non devo per forza essere d’accordo col loro contenuto per entusiasmarmi. Se la gente trova difficile accettare il fatto che sono un cristiano con un debole per Crowley, non me ne frega un cazzo. Non ho bisogno della loro approvazione, è pieno il mondo di gente che non mi conosce ma mi definisce in modi assurdi: non mi interessa. L’unico giudice a cui devo rendere ragione è Dio. E poi nel 2006, insieme a Mark Logan della mia etichetta Durtro Jnana, ho organizzato e collaborato ad un progetto collettivo dal nome “Not Alone” i cui proventi andarono a Médecins Sans Frontières per curare le persone affette da AIDS in Africa. Ecco, questa è la mia giustificazione.

Tornando alla musica: come avviene la composizione dei tuoi lavori? In “Aleph” il suono della chitarra è estremamente aggressivo ma ha anche un inusitato calore e fisicità. Si passa da suoni aspri e urlanti a soundscapes delicati e desolati.
Tutti i suoni sono decisi da me in base al mio gusto. I miei album sono sempre concepiti in base ad un’emozione, il testo viene per primo, poi scrivo la musica, poi raduno i musicisti in studio e cominciamo a improvvisare su ciò che io ho composto. Quando ho tutto questo materiale, diventa naturale associare un certo testo con una certa musica, All’inizio non c’è nulla di stabilito, tranne l’effetto emotivo che voglio comunicare attraverso la musica. In questo momento ho già scritto i testi per i prossimi due album e la musica del primo è quasi completa. Per quanto possa sembrare un luogo comune, devo dire che entrambi sono molto diversi da “Aleph”.

Come è noto, i Current 93 sono il tuo progetto individuale ma ti avvali della collaborazione fluida di altri musicisti. Come li scegli?
Sono tutti amici, o persone che stimo molto. Molto spesso la loro musica è diversissima dalla mia, ma non è questo che mi interessa: per lavorare con me, devono essere persone che ammiro e a cui voglio bene. Prendi Shirley Collins: negli anni ’60 faceva folk, poi è sparita. Ho scoperto che lavorava al “dole office” di Hastings e le ho proposto che avrei fatto uscire un ‘antologia delle sue canzoni. Shirley è scoppiata in lacrime, pensava che ormai la sua musica fosse dimenticata da tutti; invece ho pubblicato il suo best-of “Fountain Of Snow” e in seguito lei ha cantato nel mio album “Black Ships Ate The Sky” del 2006. Oppure Baby Dee, Andrew W.K.: tutti amici che accettano di lavorare con me perché accettano di diventare parte di un collettivo.

Prima dicevi che la gente ti vede in maniera astrusa, che non ha niente a che fare con la persona che sei realmente. Ti riferisci anche alla stampa?
Sì, una volta un giornalista dalla voce lugubre mi stava intervistando per la sua fanzine via telefono – e io detesto fare interviste telefoniche. Alla fine dell’intervista mi ha chiesto che cosa avrei fatto quella sera, e io gli ho risposto che sarei andato a cena coi miei amici. Lui si è messo a ridere e ha detto “Ma va’ là, sicuramente andrai a un rituale magico satanista” e le mie repliche non sono valse a niente: quando l’intervista è stata pubblicata, il giornalista sosteneva ancora “David ha detto che quella sera sarebbe uscito con gli amici, ma Noi sappiamo che invece…”. Le cose più divertenti comunque capitano ai concerti, come quando sono stato invitato ad un rito di magia sessuale da due donne. Ho rifiutato, e ho intuito che la loro reazione era stata “Ecco, qualcun altro lo ha invitato ad un rito più importante del nostro!”.

Quindi, come Glenn Gould, rifiuti di essere definito un eccentrico.
Nel 1986 ho avuto un forte esaurimento nervoso, fisico e spirituale, e di conseguenza ho cominciato a incontrare una psicoterapeuta. Costei mi ha detto che, se da un lato ho un piede ben radicato nella malattia mentale, dall’altro sono una persona molto prosaica e controllata, e che mi mantengo ben in equilibrio fra questi due opposti. Per questo inserisco elementi della mia vita quotidiana nei testi. Per esempio, quando scrivo “I saw the Ghost Train fake orgasms for the cliffs” mi riferisco davvero ad un treno rottamato che giace sugli scogli di Hastings. Insomma, io non mi definisco un artista, un musicista, un poeta: sono solo una persona onesta e fedele a se stessa, tutto qui.

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