Home > Recensioni > Chi è Dayani Cristal

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Confine tra Stati Uniti e Messico: deserto di Sonora, Arizona, una delle frontiere d’immigrazione più “calde” e pericolose. Un corpo senza nome, solo un tatuaggio: Dayani Cristal. Chi era l’uomo che si cela dietro questo unico segno di riconoscimento? Da dove veniva, e quale duro viaggio ha dovuto affrontare per varcare l’agognata soglia degli Stati Uniti d’America?

Lo scopriamo seguendo due linee narrative parallele: quella di Gael García Bernal, che ripercorre i passi del suo ultimo viaggio assieme ai migranti veri, e quella che segue le ricerche di un team che unisce polizia, medici legali e funzionari di ambasciata, il cui compito è proprio quello di ritrovare i migranti scomparsi e/o identificare quelli che non ce la fanno a resistere alle durissime condizioni di sopravvivenza nel deserto.

“Chi è Dayani Cristal” è un progetto del messicano Gael García Bernal, non solo attore di successo a Hollywood, ma anche attivista politico. Coadiuvato dal lavoro indispensabile di Marc Silver, con cui condivide la regia, Bernal si mette nei panni degli ultimi per cercare di riportare allo spettatore il valore della testimonianza.

Un documentario che segue la linea testimoniale più che quella dell’inchiesta, sia nella struttura narrativa che nell’elaborazione dell’argomento (l’immigrazione clandestina e la conseguente ingiustizia data dall’enorme squilibrio economico e sociale tra due paesi confinanti, quali Messico e Stati Uniti). Un documento interessante, che non vuole essere di carattere socio-antropologico, di sicuro impatto emotivo.

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