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  • Deasonika: Deasonika

    Deasonika

    Data di uscita: 04-01-2006

    Loudvision:
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Oltre il cliché

Con l’occasione di Sanremo, si sfrutta l’usanza d’un’uscita che (ri)proponga rivisitazioni ed inediti; nel caso specifico dei Deasonika, però, il pretesto acquisisce dignità artistica indiscutibile, fornendo ‘soltanto’ l’occasione di dimostrare nuovamente qualcosa in più. Se vogliamo dirla tutta, anche se con soli due album alle spalle, questa operazione è certamente ben accolta, vista la qualità del materiale e il buon uso che se ne fa, al contrario di consimili di genere come gli A Perfect Circle, che dopo due album (e senza aver fatto Sanremo) se ne escono con remix di dubbio gusto.
Andiamo con ordine. Due inedite: la ben poco canzonetta “Non Dimentico Più”, difatti eliminata al primo turno della kermesse, suscitando indignazione tra gli addetti ai lavori, che avevano capito invece con quanta coerenza ed eleganza il combo milanese stesse presentandosi al grande pubblico. Il brano comincia con una strofa intimistica di pianoforte, ed un lento crescendo d’archi, da cui la voce si fa trasportare in maniera toccante sino al climax raggiunto dal ritornello; si vive un’alternanza di momenti di differente intensità, ma costanti dal punto di vista dell’impatto emotivo. Si nota infine la consueta cura dei Deasonika per gli arrangiamenti, maniacale e di gusto estetico universale. Il secondo inedito è “La Mia Veste”, dall’incipit asciutto, che va ad intarsiarsi di arpeggi ed armonizzazioni sempre più ricche, per poi spogliarsi di nuovo rimanendo nudo dinanzi alla disillusione più malinconica, fino al violento e teso finale.[PAGEBREAK]A seguire, la rielaborazione di brani tratti da “L’uomo Del Secolo” e “Piccoli Dettagli Al Buio” in chiave elettro-acustica, dove pare chiaro l’intento di cambiarne colori e suggestioni. Come nel caso di “P.A.D.”, ora molto più variopinta e ricca d’infiltrazioni di luce, una stanza rimasta lungamente in penombra gradualmente illuminata. I due grandi classici, “Piccoli Dettagli Al Buio” e “Il Giorno Della Mia Sana Follia”, fanno sfoggio dell’intensità degli accordi di chitarra, con un’interpretazione vocale poetica e carezzevole, e che molto gioca con inaspettate oscillazioni. Da menzionare “Cliché”, già presente in questa veste nel secondo CD di “Piccoli Dettagli Al Buio” (special edition), che qui s’arricchisce ulteriormente di rinnovata morbidezza atmosferica. Ancora degne di nota il finale di “La Luna” e “Quello Che Non C’è”, entrambe rivelatrici del lato più rock del cantato di Max, e d’una certa inaspettata vena Seventies.
A chiudere, una cover della famosissima “Calling You” di Jevetta Steele, che l’elite potrebbe conoscere anche come brano di Jeff Buckley, e comunque tema portante della colonna sonora di “Bagdad Café”, qui ridotta ai minimi termini formali, ‘limitata’ ad un intreccio intenso di voce e chitarra, ma pregna di sentimento, soprattutto laddove Max ci riporta alla memoria i vocalizzi più contorti ed energici di Jeff. Infine, la tanto attesa collaborazione col frontman dei Killing Joke, “Betrayal”, praticamente invariata rispetto a “00:16″. La sensazione, in realtà, è che Jaz Coleman abbia semplicemente aggiunto la sua performance sull’originale; mentre l’intero album è mixato alla perfezione, è qui avvertibile una sensazione di apposizione successiva, non ben omogeneizzata all’interezza. E che, inevitabilmente, allontana l’ascoltatore, che si sente come estraniato proprio dalla mancanza di cooperazione vocale. Unica pecca, che comunque non riesce del tutto a rovinare l’episodio conclusivo.
Les jeux sont fait. Ce sont Deasonika. Con tutto il loro ermetismo lirico (ed impressionista). Con tutta la loro intensità.

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