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  • Deasonika: Piccoli Dettagli Al Buio

    Deasonika

    Data di uscita: 29-04-2005

    Loudvision:
    Lettori:

Una dea in ammirazione della propria bellezza

L’edizione speciale del capolavoro dei Deasonika, il criticamente acclamato secondo album “Piccoli Dettagli Al Buio”, è più che una piacevole sorpresa: si fa volere, si fa strada, si fa necessario. Una tra le edizioni speciali più curate e di buon gusto per ognuno dei materiali extra presenti. Un Classico, nella sua forma più sostanziosa. Per nostalgia, ripercorriamolo tutto.
“Piccoli Dettagli Al Buio” parte da una lezione stilistica abbastanza esterofila, che abbraccia la psichedelia dei primi Alice In Chains, l’impeccabile trance dei Massive Attack, il groove di un elegante rock melodico, la scuola canora dei Radiohead rivista da Massimiliano Zanotti in un’ottica molto personale. Sull’ossessivo refrain chitarristico di “8″ si apre una danza crescente e vorticosa guidata da una linea vocale emozionata ed emozionante, capace di mettere il sentito prima del detto, sostenendo molto bene la voce nei falsetti e nei momenti di maggior forza espressiva. Questa prima traccia, si fa inoltre voler/ascoltar bene, per merito d’una vena accattivante ed orecchiabile, che strizza l’occhio oltre che al ballo, anche ad una canticchiabile ed immediata memorizzazione. “Il Giorno Della Mia Sana Follia” sviscera la bravura dei Deasonika nel dilatare percezioni e atmosfere con una produzione calda, un basso imperioso, delle chitarre acustiche che mettono a segno melodie distese e ipnotiche, e arrangiamenti al limite della perfezione minimalista. Ma è ancora di più l’intenso chorus a rendere questo pezzo e la title track che subito segue dei capolavori di notabile fattura. “Piccoli Dettagli Al Buio” cattura musicalmente l’atmosfera di nostalgica autoanalisi dei propri ricordi, ipnotizzando subliminalmente con il suo leit motiv di chitarra, mentre il basso elettrico guida ritmicamente e trascina con dinamicità. “Settembre” dimostra maggiore accessibilità grazie alla ritmica più spedita e alla consueta piacevolezza aggraziata delle melodie e degli arrangiamenti elettronici che fanno scivolare il sentimento autunnale del brano. “Tratti” conquista in modo del tutto personale, per l’astuto electro-pop alternato con accattivanti riff chitarristici distorti e pesanti su cui un intelligente e sottile gioco di parole nel cantato accarezza l’orecchio con frequenti giochi di allitterazioni. “Venere” continua su questa vena sofisticata ed immediata, caratterizzandosi per un groove più acido e per un ritornello decisamente potente.[PAGEBREAK]Dopo l’interludio “Piano”, la psichedelica e cadenzata “00:16″ lacera tra crescenti e monolitici riff scivolando in una semplicità acustica allucinata ed amara che più si distende, e più va in distorta acidità. Poi, coerentemente con il crescendo d’intensità, a questo punto dell’album tocchiamo di nuovo picchi d’emozione da brivido con “Vado Via”, un esteso, carico discorso musicale sorretto da una corposa e solida ritmica, e geniali melodie tra nostalgiche carezze e patetiche melodie d’abbandono. Tiene testa l’ennesimo gioiello, “Ombra E Odore”, intimistica come musica riservata, empatizzante grazie ad una musicalità innata; poi ancora attimi suadenti, voci sommesse e striscianti su riff solidi e potenti in “Gocce Di Gloria”. “Impercettibile” è melodica fino a disarmare i sensi, poetica a tal punto da rendere dinamica la pacatezza. “P.A.D.” chiude l’album come lo conosciamo, piccola ninna-nanna degna degli A Perfect Circle per la sprigionata delicatezza.
Passiamo alle novità: “Teardrop”, già nota solo ai pochi, fortunati possessori del primo CD-S estratto da “Piccoli Dettagli Al Buio”. Dopo gli spiazzanti arrangiamenti, la voce di Massimiliano prima (librantesi in un’aria da soprano falsamente ingenuo), poi la base ritmica qui più pronunciatamente distorta e rock, dominano in modo fresco e originale, laddove l’originale si affidava in modo molto furbo al suo arpeggio ricorsivo. “Per Un Istante O Per Sempre” è un estratto accattivante dal primo “L’Uomo Del Secolo”, smaliziata e indie rock a sufficienza per stare al passo con i nuovi brani. Ancora echi dal passato con “Cliché” in versione acustica, trattamento riservato anche per “Il Giorno Della Mia Sana Follia; a svelarsi, sono ora l’indole più riflessiva ed introiettata, nonché quel genuino romanticismo che più che commuovere per simpatia, inevitabilmente conduce in territori d’autoanalisi sentimentali, e di quelle serie. Le controparti originali sono presenti in eccellente qualità nella sezione enhanced dove troverete i relativi videoclip, entrambi per la regia di Maki Gherzi. In particolare quello dell’ultimo singolo è da applauso per l’atmosfera surreale, per la sua particolare rappresentazione della follia come imprevedibile dettaglio comportamentale nella logica razionale di un robot. Eccellente il doppio binario, quello della musica con il proprio testo, e lo script sottotitolato del corto girato per il brano, su cui corre il sistema di segni che fa di questo video l’ennesima opera compiuta, curata dai Deasonika in ogni minimo particolare. A chiudere i contenuti bonus “La Mia Croce (Room Version)”, inedita, nuda nella sua veste acustica, dinamica e apprezzabile nella sua facile comprensibilità.
Questo è un album capitale nella musica italiana. “Piccoli Dettagli Al Buio” ha una classe internazionale e una sofisticazione dal buon gusto invidiabile. Senza contare poi, quanto raro sia ormai scoprire italiche realtà che non siano, di fatto, gustosi cioccolatini del più raro e pregevole dei cacao, ma fusi in preformati stampi di sicuro successo. I materiali bonus fanno quel che basta per stuzzicare la voglia di andarli a vedere dal vivo quando decidono di proporre il loro set in acustico. Ottime canzoni si alternano a capolavori da pelle d’oca; pulizia d’esecuzione, eleganza e stile fanno da comune denominatore. Serve altro? Da spedire come ambasciatori nelle maggiori venue più indie d’Europa.

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