Home > Zoom > Death metal… Lovecraftiano?

Death metal… Lovecraftiano?

Parliamo dei Portal, ma anche un po’ di death metal. Quello vero, marcio, dissonante, grasso e oscuro che ci proponevano marchi di qualità come Immolation, Morbid Angel, Suffocation.
Dunque i Portal suonano death metal? Non esattamente.
Ricordate i chitarroni ingrassati e sugosi di “Summoning Redemption” da “Gateways To Annihilation”? Allora si tirò un respiro di sollievo: i Morbid Angel erano tornati dal pantano delle ultime uscite, si erano risollevati facendo qualche passo indietro. I suoni di “Outrè” un po’ li ricordano.

Quindi i Portal suonano old school death metal? Non esattamente.
La doppia ristampa di “Seepia” (2003) e “Outré” (2007) porta alla luce la nicchia malsana di due australiani deviati, che curano i propri prodotti e la propria immagine come darebbero un colpo di mannaia: magari non saranno puristi del dettaglio, un po’ approssimativi e confusionari, ma non per questo risultano meno efficaci.

I due album hanno storia simile, laddove “Seepia” è più brutale, “Outré” è più ingegnoso. Filtri e sintetizzatori, brevi intervalli noise/ambient, riff affogati nella distorsione, un muro sonoro che vuole chiudere le porte della percezione per entrare in una nuova dimensione. Portal, appunto. Di più: un senso di urgenza che incombe e non si risolve mai, una tortura (prendetelo come un complimento) dall’inizio alla fine che però mantiene la sua ascoltabilità malsana. Insomma, non è solo confusione, c’è ancora dentro il death metal.

Parlano di loro citando Murnau, Lang, Dalì. Difficile trovarli in questi album, meglio quindi appigliarsi a Lovecraft perché anche i Portal hanno una propria mitologia Olde Worlde. Non si cantano gli Ancient Ones come sul classico floridiano “Blessed Are The Sick”, ma c’è una buona dose di proprie creature, dimensioni e mostruosità assortite. Ai tempi di quel “Blessed Are The Sick” (1991) forse si sarebbe potuto parlare, con un po’ di audacia, di innovazione. Oggi il drone doom ha sdoganato qualsiasi abominio, tutti conoscono e sopportano il noise/ambient, queste malattie sonore sono accettate al più con sufficienza. Sì, ho già sentito qualcosa di simile.
Ma dobbiamo riconoscere che ci piacciono queste derive artistiche: marcio, malprodotto, straniante, è il vintage death metal di questo nuovo millennio.

Poi, andando a scavare, viene fuori che esistono anche Cthulhian Doom o Lovecraftian Ambient.
Meglio fermarsi qui, basti sapere che l’argomento meritava una discussione su Loudvision e quindi l’ascolto dell’appassionato, del collezionista e perché no, da parte di chi vuole iniziarsi al culto del death metal.
O dei Grandi Antichi.

Scroll To Top